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Bamboo con Acido Jaluronico - Laboratorio d'Erbe Sauro

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100 o 500 capsule in gelatina vegetale
 
Con il passare degli anni, tra i tanti sintomi di un corpo che sta invecchiando più in fretta del normale c'è la comparsa di dolori ossei ricorrenti e di disturbi muscolari di origine infiammatoria, che spesso si accompagnano a un cedimento progressivo del tessuto connettivo. L'elasticità dell'apparato osteoarticolare è uno dei principali indici di salute dell'intero organismo: se ossa muscoli e cartilagini sono sani e ben nutriti il collagene riesce a volgere al meglio la sua funzione di sostegno e la pelle resta tesa, compatta e senza rughe. Per evitare o ridurre flaccidità e cedimenti, è consigliabile avere un occhio di riguardo anche per il nostroapparato scheletrico.
 
Bamboo: estratto costituito per oltre 70% di silicio biodisponibile. Gli estratti di Bamboo sono uno fonte naturale di minerali ed enzimi antiossidanti che rinnovano i tessuti di struttura dell'organismo come ossa, connettivo e collagene. Il bamboo contiene infatti, soprattutto nel fusto, notevoli quantità di silicio, potassio, colina e betaina, principi attivi che contribuiscono a rendere i tessuti più elastici. All'interno del nostro corpo il silicio è un minerale fondamentale, presente soprattutto a livello scheletrico, nel tessuto connettivo e nel collagene (oltre che nella struttura dei capelli): quando è carente si evidenziano non solo disturbi a carico di ossa e cartilagini ma anche fenomeni dolorosi e una netta tendenza della pelle alla disidratazione,

L'estratto di bamboo si assume in capsule per periodi varibili da un mese a 4 o 5. 
 
Le ricerche tossicologiche effettuate confermano che il Bamboo non presenta effetti collaterali rilevanti ed è assolutamente non tossico alle dosi congiliate (è riportato soltanto un effetto astringente tipico della silice). 
PROPRIETA': Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha focalizzato il proprio interesse sulla ricerca di principi attivi che rallentino il progredire delle Osteoartriti e stimolino la riparazione delle cartilagini danneggiate: i composti che hanno mostrato di avere queste caratteristiche sono quelli naturalmente presenti nella cartilagine, tra cui uno dei più rappresentativi è l’acido ialuronico. Funge da lubrificante all’interno del liquido sinoviale, può essere assorbito per via orale a livello intestinale, oppure assunto per mezzo di iniezioni intrarticolari. La quantità assorbita in seguito all’assunzione via orale è stata calcolata essere circa il 60% del totale e non è stata riscontrata alcuna tossicità né effetti collaterali.
PER SAPERNE DI PIU': Le Osteoartriti sono la più comune forma di disturbo articolare che colpisce la popolazione mondiale, modificandone pesantemente la qualità della vita. Recentemente, si è registrato un aumento dell’interesse verso l’uso di agenti condroprotettivi per la cura delle Osteoartriti. Per capire meglio il meccanismo d’azione di questi principi attivi, bisogna prima essere a conoscenza della struttura di una cartilagine. La cartilagine In condizioni normali, la superficie articolare delle ossa è coperta dalla cartilagine ed immersa nel fluido sinoviale In un’articolazione sana la cartilagine è liscia ed il fluido sinoviale fornisce un’adeguata lubrificazione. Come tutti gli altri tessuti connettivi dell'organismo, anche la cartilagine articolare è un materiale vivo e dinamico. In pratica è costantemente demolita e rimpiazzata. Nelle persone sane c'è un equilibrio fra la distruzione del vecchio tessuto e la sintesi di uno nuovo. Se invece la cartilagine viene distrutta più velocemente rispetto al tempo impiegato dall' organismo a sostituirla, allora si sviluppa l'osteoartrite. Questo processo progredisce inesorabilmente, indebolendo sempre più l’articolazione e causando danni irreparabili col passare degli anni. Soltanto nel 2-3% dei casi le Osteoartriti sono causate da infortuni o traumi alle articolazioni, infermità congenite o altre infermità; in questi casi si parla di Osteoartriti secondarie. La maggior percentuale è rappresentato dalle Osteoartriti primarie, (localizzate o generalizzate), che appaiono apparentemente senza cause scatenanti con l’avanzare dell’età. Le Osteoartriti primarie si verificano con più probabilità dopo i 50 anni; alcuni studi segnalano che dopo i 65 anni il 75% degli individui soffre di Osteoartriti più o meno grave. L’impiego di farmaci, antinfiammatori non-steroidei (aspirina, ibuprofene, etc.) e corticosteroidi, ha un effetto immediato sugli stati infiammatori responsabili del dolore, ma spesso si hanno effetti collaterali non trascurabili (ulcere gastriche, riduzione dell’attività immunitaria) ed in più NON BLOCCANO LE OSTEOARTRITI 
ARTROSI L’artrosi è una malattia degenerativa dell’articolazione che colpisce la cartilagine articolare. Questo tessuto, liscio ed elastico riveste i capi ossei che compongono l’articolazione facilitando il movimento articolare offrendo una superficie che riduce gli stress meccanici e facilita il movimento. Nel momento che questo tessuto si danneggia s’innescano dei meccanismi che portano all’artrosi. Le malattie reumatiche, colpiscono il 10% della popolazione italiana ed il 70% delle malattie reumatiche sono rappresentate dall’artrosi, il 7% dell’artrite reumatoide ed il 2% della gotta. Essa riduce l’attività generale delle persone più delle malattie cardiovascolari del diabete e del cancro. Artrosi non significa sempre invecchiamento anche se è difficile discernere i processi di senescenza della cartilagine da quelli artrosici. Infatti nella artrosi accanto ai dei fenomeni di alterazione della cartilagine (fissurazioni) abbiamo anche delle alterazioni di tipo metabolico e cellulare con fenomeni di tipo infiammatorio, Inoltre l’osso sottostante invade la cartilagine malata formando dell’osso in sede inopportuna ed in maniera incongrua, generando quelli che si chiamano osteofiti (che si possono osservare anche radiologicamente). La perdita della cartilagine porta alla riduzione dello spazio fra i due capi articolari nell’articolazione che si osserva anche radiologicamente. L’artrosi si sviluppa dopo i 40 anni è più frequente nelle donne ma questa differenza tra i due sessi scompare verso i 70 anni. Dopo i 60 anni una persona su tre è colpita e tre su quattro dopo i 70. In ogni caso, soggetti più giovani che hanno dei fattori predisponesti, possono sviluppare l’artrosi anche sotto i 40 anni. L’artrosi si può associare anche ad altre malattie reumatiche come la gotta, l’artrite reumatoide, le connettiviti ect . La causa di questa malattia è sconosciuta non solo è legata alla età ma ha delle cause multifattoriali. Le articolazione più colpite sono quelle delle mani, le ginocchia, le anche, le spalle mentre i polsi e i gomiti difficilmente sono articolazioni colpite ( lo sono invece nella Artrite Reumatoide). L’artrosi all’inizio può colpire una articolazione sola , per esempio un dito di una mano, quindi estendersi dopo qualche anno a tre o quattro articolazioni.
I FATTORI DI RISCHIO Ovviamente l’età, il sesso femminile , condizione ereditarie come una cartilagine difettosa una iperlassità della capsula articolare un incongruenza dei capi articolari che si affrontano nella articolazione , ginocchio e coxa valga ,vara ect. Danni articolari causati dal lavoro o dallo sport (ginocchia dei calciatori) Malattie metaboliche, endocrine come il diabete l’ iper-ipotiroidismo, l’obesità.
 

TERAPIE La terapia dell’artrosi è complessa ed avviene soprattutto attraverso tre punti fondamentali: controllo del dolore e dell' infiammazione articolare, mantenimento e cura dello stato della articolazione evitando i traumi articolari e gli stress articolari ripetuti, attraverso il rinforzo della muscolatura, mantenendo un peso corporeo accettabile. Come accade spesso nelle patologie molto comuni e croniche c’è l’orientamento verso terapie alternative e non convenzionali, e verso supplementi dietetici e cure termali. Utilissima è la fisioterapia sia con ausili di tipo fisico, ultrasuoni, Laserterapia, magnetoterapia, radarterapia, Tens ect, e fisiochinesiterapico con esercizi che rafforzano gruppi muscolari e Acido ialuronico: Molti studi pubblicati recentemente riportano che, in seguito a di somministrazione di questo principio attivo, i pazienti hanno riscontrato una riduzione del dolore dovuto alla proprietà antinfiammatoria dell’acido ialuronico. Supplementi nutritivi Negli anni 70 un certo Dr. Max Warmbrand propose una dieta per la artrite reumatoide e l’artrosi priva di carne di manzo, pollame , latticini, zucchero, uova. Questa dieta iniziava a funzionava dopo sei mesi ma era improponibile sia per la difficoltà ad essere seguita ed anche perché portava a delle carenze pericolose per la salute. Non è mai stata studiata scientificamente. La solanina è una sostanza che si trova in tutti i tipi di pepe (tranne quello nero) nella Belladonna, nelle patate, nei pomodori nelle melanzane. Si ipotizzò che alcune persone con artrosi non distruggessero questa sostanza a livello intestinale e che il suo assorbimento potesse causare l’artrosi. Una dieta priva di solanina per sei mesi ha portato a qualche beneficio. Molti studi hanno evidenziato che l’assunzione di sostanze che si associano a fenomeni allergici possono scatenare o riacutizzare dei dolori articolari. Appare comunque difficile identificare una sostanza specifica che possa collegarsi con la comparsa di manifestazioni artrosiche, sicuramente eliminare le sostanze che possono determinare fenomeni di tipo allergico nella dieta è sempre auspicabile. L’ assunzione di sostanze antiossidanti , per esempio la vitamina E riduce il tasso di deterioramento articolare, soprattutto a livello del ginocchio Vitamina B3: sembra che migliori la motilità articolare , la forza muscolare, e diminuisca la fatica nei soggetti artrosici , ma per il momento il meccanismo con cui la Vitamina B3 funziona appare sconosciuto. Il Boro ha un effetto sul metabolismo del calcio e una deficienza di boro è stata prospettata negli artrosici, uno studio ha evidenziato che supplementi di boro nella dieta miglioravano i sintomi artrosici. Diversi studi hanno evidenziato che supplementi di cartilagine bovina possono migliorare i sintomi artrosici. L’olio di pesce che è ricco di omega 3 è stato utilizzato per le sue proprietà antinfiammatorie in un primo momento nella terapia della artrite reumatoide. Nell’artrosi vi sono fenomeni infiammatori che ne hanno suggerito l’utilizzo anche in questa patologia. Studi ne dimostrano l’efficacia ma vanno ulteriormente ampliati e prolungati.

 ABBINAMENTI FITOTERAPICI: Boswellia , ha una azione antinfiammatoria molto simile a quella dei comuni antinfiammatori non cortisonici,(FANS) studi clinici non sono stati effettuati e il suo impiego è solo teorico nell’artrosi , comunque non è gastrolesiva come i comuni FANS. Il Salice bianco ha proprietà antinfiammatorie e riduce il dolore negli artrosici ha un effetto simile all’aspirina. La capsaicina è una sostanza che sviluppa calore se applicata sulla pelle richiamando sangue e diminuendo il dolore si trova nella crema di cayenna. La Yucca riduce a livello intestinale la liberazione di sostanze tossiche: studi preliminari suggeriscono un miglioramento dei sintomi artrosici. Artiglio del diavolo : pianta erbacea che cresce sui terreni argillosi e sabbiosi, e che è dotata di attività antidolorifica ed antinfiammatoria insieme. La pianta induce anche una diminuzione del colesterolo e dell’acido urico. Spirea olmaria, o "regina dei prati", pianta erbacea perenne molto utile per ridurre l’infiammazione articolare e gli eventuali versamenti. Ha un’azione anche diuretica sudorifera e calmante la febbre. Ribes nero, pianta che nel 1700 veniva considerata una sorta di panacea universale tanta che dai medici del tempo veniva prescritta per guarire le febbri, la peste, l’ittero, la calcolosi e le piaghe. In realtà attualmente è impiegata per le sue proprietà diuretiche ed antireumatiche. Il ribes nero viene chiamato anche "perla della fitoterapia" per la sua fondamentale attività antinfiammatoria nell’artrosi, ma anche nelle infiammazioni respiratorie, digestive ed urinarie.

dosaggio: il dosaggio consigliato è di 3 capsule al giorno, suddivise i tre somministrazioni. Ma non si tratta di una prescrizione: è utile consultare il proprio medico di fiducia per calibrare la cura.

 

OSTEOARTRITI, ARTROSI E ACIDO IALURONICO Dott.ssa Bazzichi U.O. Reumatologia, Ospedale S. Chiara, Pisa e Dott. Patricia Estepa, Dipartimento Tecnico Joint Care Division Bioiberica S.A. Barcellona
Bibliografia Lawrence RC, Hochberg MC, Kelsey JL. Estimates of the prevalence of selected arthritic and musculoskeletal diseases in the United States. J Rheumatol. 1980;16(4):427-441. Epstein WV, Yelin EH, Nevitt M, Kramer JS. Arthritis: A major health problem of the elderly. In: Moskowitz RW, Haug MR, eds. Arthritis and the Elderly. New York, NY: Springer; 1986:5-17. Brandt K, Radin E. The physiology of articular stress: Osteoarthritis. Hosp Pract. 1987;1:103-126. Martin DF. Pathomechanics of knee osteoarthritis. Med Sci Sports Exerc. 1994;26(12):1429-1434. Rosenberg AE. Joints. In: Cotran RS, Kumar V, Robbins S, eds. Pathologic Basis of Disease. Philadelphia, Pa: WB Saunders; 1994:1243-1248. Wheater P, Burkitt HG, Stevens A, Lowe JS. Basic Histopathology. New York, NY: Churchill Livingstone; 1991:232-233. Muller-Fassbender H, et al. Glucosamine sulfate compared to ibuprofen in osteoarthritis of the knee. Osteoarthritis Cartilage. 1994;2:61-69. MacDonald MH. Degenerative joint disease. In: Smith BP, ed. Large Animal Internal Medicine. St. Louis, Mo: Mosby; 1996:1281-1283.
 
Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.
Produttore:
Laboratorio d'erbe Sauro
Bamboo estratto secco tit 70% silicio (Bambusa arundinacea), acido ialuronico (Jaluronato di sodio). Altri ingredienti: silice colloidale idrata, capsula in gelatina vegetale (idrossipropilmetilcellulosa da tronco di pino)