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Carrube - frutti/bacelli - (Ceratonia Siliqua L.)

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Famiglia: Leguminose

Nome botanico: Ceratonia Siliqua L.

Descrizione: Il carrubo è un albero sempreverde a chioma espansa. Può raggiungere una altezza di 10 metri.Il fusto è vigoroso, con corteccia grigiastra-marrone, le foglie sono verdi scure lucenti sopra, più chiare sotto; i fiori possono comparire prima della fogliazione sul tronco e sui rami più vecchi. I frutti, chiamati carrube o vajane, sono dei baccelli, lunghi 10-20 cm, spessi e di conisistenza simile al cuoio, dapprima di colore verde pallido e poi, a maturazione, marrone scuro. Presentano una superficie esterna molto dura, con polpa grassa e zuccherina. Contengono semi scuri, ovoidali e duri.

Parti utilizzate: frutti nei baccelli, riconosciuti officinali, e farina di frutti.

Componenti: (nei baccelli): zuccheri (30 70%), proteine, amminoacidi, tannini, gomma e mucillagini.

Proprietà: alimento utile in caso di dieta dimagrante, quale astringente, antiemorragico, antiacido, antisecretivo gastrico.

Indicazioni: diarrea, enteriti catarrali, enteriti della prima infanzia, gastrite, infezioni gastrointestinali, acidità, azione protettiva tampone, utile in caso di obesità, sovrappeso e colon irritabile.

Uso in cucina: La farina di carruba è usata come sostituto del cacao e gli estratti per preparare bevande - dolci - condimenti - ecc. I baccelli o frutti  contengono una sostanza farinosa priva di amidi ma ricchissima di mucillaggini.

Controindicazioni: nessuna alle dosi officinali consigliate.

Erbe e semi sinergici: Malva, Altea, Lino.

Preparazioni:La ricerca in campo  officinale ha confermato che il consumo regolare della polvere ricavata dalla polpa del baccello secco, è efficace per abbassare il livello di colesterolo nel sangue e agisce come ipoglicemizzante.

Decotto della polpa essiccata del frutto: proprietà astringenti, antidiarroicche.

Curiosità: Si ritiene che i legumi del Carrubo siano stati l´alimento usato nel deserto da San Giovanni Battista. In passato si usavano i frutti di carrubo come unità di misura per l´oro e le gemme, in quanto si riteneva che il loro peso fosse sempre costante, circa 1/5 di grammo, da cui sarebbe derivato l´attuale termine "carato": infatti, in arabo il seme di carrubo veniva chiamato "khirat"= carato. I frutti del carrubo, nell'800, venivano usati dai cantanti d'opera per aiutare la voce e la gola. Gli antichi egizi estraevano dal guscio dei frutti una sorta di miele, che utilizzavano per mettere in conserva la frutta. Dai semi tostati si ricava un surrogato del caffè.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Minardi e figli S.r.l.
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