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VITILIGINE

La causa della vitiligine non è conosciuta. Potrebbe trattarsi di uno shock emozionale e/o fisico, di un danno farmacologico o da inquinamento chimico o fisico (per esempio elettrosmog, in particolare frequenze dei cellulari), di un’infezione virale (soprattutto mononucleosi), di una disfunzione endocrina (soprattutto della tiroide), fattori che, singolarmente o in combinazione reciproca, sono capaci di provocare un blocco dell’attività dell’ormone epifisario, che regola l’attività delle cellule che producono i pigmenti cutanei e dei cromatofori, utili per l’apporto di ferro. Circa il 2% della popolazione mondiale che ne è affetta, oltre all’alterazione del colore della pelle, accusa problemi di relazione con gli altri, di autostima e può lamentare squilibri tiroidei e di altri organi di natura autoimmunitaria.

Studi della fine degli anni ’90, condotti in vitro, dimostrano che la piperina, alcaloide dell’estratto di Piper longum fructus, è dotato di attività stimolante stimolare della replicazione dei melanociti e il suo uso è del tutto privo di tossicità.

Inoltre, l’applicazione locale dell’estratto di Angelica Archangelica, che possiede le stesse qualità dell’Angelica Sinensis, con la contemporanea assunzione per via orale di bioflavonoidi, per cicli di due mesi, riesce ad ottenere buoni risultati.

Tra i fitoprodotti più efficaci per via orale, si distingue il Ginkgo Biloba, che ha mostrato efficacia senza la necessità di contemporanea fototerapia.

Infine, si è dimostrato che l’estratto del Plypodium leucotomos , in uno studio condotto da medici e ricercatori del Netherlands Institute for Pigment Disorder, Department of Dermatology, Academic Medical Center, di Amsterdam, in combinazione con la fototerapia, aumenta la ripigmentazione in aree cutanee (testa e nuca) affette da vitiligine.

Una delle cause possibili della vitiligine è anche la carenza di ferro, o per mancata assunzione con l’alimentazione (assenza di cibi carnei o contenenti ferro, come gli spinaci), o per difficoltà di assimilazione (come avviene spesso nelle gastriti), o per perdita eccessiva (per esempio in seguito ad emorragie, come può avvenire in caso di traumi, ferite, mestruazioni molto abbondanti, difetti di coagulazione). Nel campo della medicina naturale, vi sono alcuni rimedi utili, che talvolta funzionano piuttosto bene, per ripristinare l’attività epifisaria e dei cromatofori, nonché per l’apporto di ferro, come l’assunzione di Ferrum phosphoricom, Sale di Schuessler, nella posologia di tre compresse al giorno, una da lasciar sciogliere in bocca al mattino, una di pomeriggio e una di sera prima di coricarsi.

Gli antichi Egizi  usavano i frutti e le foglie del Rindomolo, o Cumino nostrale (Ammi majus), per curare la vitiligine.Oggi a partire da questa pianta viene prodotto un farmaco, il 8-metossipsoralene, che serve per curare non soltanto la vitiligine, ma anche la psoriasi e altri problemi della pelle.