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China gialla corteccia T.T. China calisaia- (Cinchona calisaya Wedd. - Rubiacee)

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Famiglia: Rubiacee

Nome botanico: Cinchona calisaya Wedd.

Descrizione: La pianta, durante l'estate, assume una colorazione verde; gli esemplari adulti sono di taglia media e raggiungono i 15 m di altezza. Proviene dall’area amazzonica. La corteccia di questa pianta fornisce il chinino, alcaloide usato contro la malaria, per molto tempo unico mezzo per combatterla (anche se interviene solo sui parassiti presenti nei globuli rossi e non su quelli del resto del corpo: è un sistema, insomma, per tenere a bada la malaria). Sembra che però non fosse conosciuta per questo dagli Incas e non si sa che l’abbia portata in Europa. Si sa che il chinino venne isolato da Joseph Pelletier nel 1820.

Componenti: Alcaloidi chinolinici: chinina, chinidina, cinconina, cinconidina, amido, cere, resine, tannini, ossalato di calcio, ossalato di potassio, acqua, acido chinofulvico, zucchero

Proprietà: amaro tonico, digestivo, eupeptico, tricofilo, antispasmodico.

Utile in caso di: dispepsia o cattiva digestione, mastite e mastalgia, diarrea, febbri malariche, (o infettive o settiche), spasmi e dolori spasmodici di varia natura, palpitazioni, inappetenza. In cosmetica si impiegano gli estratti per frizioni contro i capelli grassi.

Incompatibilità: Alcali, alcaloidi, estratti di amamelide,di arancio amaro, di camomilla romana, di condurango, di digitale, di oppio, quebraco, joduri, sali di ferro, salicilato di sodio, sostanze alcaline, tannini. Interpellare il medico in caso di associazione a terapie anticoagulanti o antiaggreganti piastriniche.

Controindicazioni: controindicata in presenza di ulcera peptica, gravidanza e periodo di allattamento. L'iperdosaggio di china può provocare cefalea, nausea, vertigini, diarrea, orticaria, disturbi audio-visivi (il cosiddetto cinconismo).

Erbe sinergiche: Adonide, Estivale, Adonide primaverile, Coriandolo, Genziana, Genzianella, Lichene islandico, Quassia, Quebraco bianco.

Preparaziono gastronomica:  Liquore di china: gr.100 di corteccia di china, la buccia di 2 arance (eliminare la parte bianca), gr.600 d'acqua, gr.400 di alcol a 95°, gr.500 di zucchero, 1 chiodo di garofano. In un mortaio, rendere la corteccia di china e le bucce d'arancio in poltiglia e porre il tutto a macerare nell'alcole per 15 giorni, con 1 chiodo di garofano, in adatto recipiente ben chiuso. Filtrare, aggiungere la soluzione d'acqua e zucchero, lasciare riposare per qualche giorno e se necessario filtrare ancora.

Curiosità:la China gialla deriva dalla Cinchona calisaya e da quest'ultima si estrae il chinino. L´albero è originario delle montagne dell'America meridionale. Il nome del genere deriva da Ana de Osorio, contessa di Chincon e moglie del viceré del Perù, che scoprì su sé stessa le virtù della corteccia di china, guarendo da febbri malariche e decidendo l'importazione in Europa

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Brisighello
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