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Epilobio –erba T.T. (Epilobium parviflorum) Onagracee

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Famiglia: Onagracee.

Nome botanico: Epilobiom parviflorum

Parte usata: pianta intera fiorita

Descrizione: L'epilobio è una pianta perenne che abita le regioni montane e submontane, nei boschi, in terreni ghiaiosi, freschi e un pò umidi e tra le macerie. Si propaga in due modi differenti, in autunno il vento sparge ondate lanuginose dei suoi semi ed inoltre la pianta si sviluppa per mezzo di rizomi che si propagano in orizzontale. Questi rizomi producono nuovi germogli a intervalli e così si formano grandi masse di questa pianta, che soffocano quasi tutte le altre specie.

Componenti: flavonoidi, derivati dell'olio di canfora; quercetina, derivati dell'acido gallico, miricetina, acidi triterpenici: ursolico e oleanolico, mucillagini e zuccheri.

Proprietà: pianta diuretica, antibatterica, antidissenterica, antinfiammatoria, emolliente, utile contro infezioni urinarie, afte, disturbi della prostata, infezioni bronchiali, diarrea, colite con muco, intestino irritato. Delle varie specie di Epilobium, solo il Parviflorum e l’Angustifolium possiedono attività antiprostatica, grazie alla presenza di sostanze steroliche fra i principi attivi.

Indicazioni: astringente, espettorante, antinfiammatorio.

Uso in cucina: Le foglie tenere e i giovani germogli, crudi o cotti, sono utilizzati per la preparazione di insalate.

Controindicazioni: cautela in gravidanza e durante il periodo dell’allattamento.

Erbe sinergiche: Biancospino, Melissa e Menta, con azione rinfrescante.

Preparazioni:

Uso esterno: gargarismi contro flogosi della gola, della bocca ed afte

Infuso: versare due grammi di radice essiccata e sminuzzata in 100 ml d'acqua, far bollire per qualche minuto, poi filtrare. Fare gargarismi ripetuti.

Uso interno: infiammazioni delle vie aeree e astringente intestinale:

Decotto: preparato come l’infuso, ma bollito per quindici minuti. Bere due o tre tazze di preparato caldo al dì.

Uso esterno contro le escoriazioni e infiammazioni:

Impacco: versare un litro d'acqua bollente su trenta grammi di foglie essiccate, lasciare riposare un quarto d'ora, poi filtrare. Immergere una benda o una garza nell'infuso e coprire con essa la parte del corpo infiammata. Attenzione a non applicarlo sulle ferite aperte. L'impacco accelera la guarigione.

Curiosità: Il termine Epilobio deriva dalle parole greche “epi” = “sopra” e “lobos” = “baccello”, proprio a significare la posizione particolare del fiore dell'Epilobio, che di fatto cresce sul baccello del seme. A questa peculiarità della pianta è legato anche il valore simbolico alla stessa associato, ovvero quello di “sfida”.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Minardi e figli S.r.l.
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