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Equiseto - Coda cavallina erba - (Equisetum arvense L.) Equisetacee

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Famiglia: Equisetacee

Nome botanico: Equisetum arvense L.

Descrizione: E' una pianta erbacea perenne; il rizoma è strisciante, con fusti sterili, esili, striati, di colore verde scuro, con foglie squamose saldate al fusto come un collare. È comune nei luoghi umidi di Europa e Asia. L'appellativo “arvense” denota la sua diffusione nei luoghi campestri, ed effettivamente non è infrequente trovarlo su terreni incolti o lungo i fossi.

Parti usate: pianta intera senza radici.

Componenti: sostanze minerali (acido silicico o silice, potassio, manganese, selenio), flavonoidi, steroli, saponosidi, acidi organici, fitosteroli, vitamina C, tracce di alcaloidi. L’azione rimineralizzante è dovuta essenzialmente al silicio che facilita la formazione di carbonato di calcio.

Proprietà: E' utile nei casi di seborrea, emorragie e osteoporosi; nelle anemie, contro le artrosi, fragilità capillare, delle unghie e in caso di inappetenza.

Indicazioni: L'attività rimineralizzante dell’Equiseto viene sfruttata per favorire la formazione del callo osseo nelle fratture, ma anche in caso di osteoporosi, nelle forme reumatiche, in gravidanza e per favorire l'accrescimento dei bambini. Utile anche nei soggetti con unghie e/o capelli fragili. E’ prezioso nella prevenzione e cura della arteriosclerosi o nella terapia della tendinite, in quanto rallenta l’invecchiamento delle fibre elastiche. L'attività diuretica è puramente idrica e non altera quindi il tenore degli elettroliti. E’ consigliato negli edemi post-traumatici, nella diuresi forzata in caso di affezioni delle vie urinarie e contro la renella. L'azione emopoietica si esplica soprattutto in seguito all’utilizzo della pianta fresca e ne viene consigliato l'uso nei casi di anemia secondaria. Molto utilizzato anche per contrastare epistassi e emorroidi.

Uso in cucina: in passato, presso le famiglie contadine, i germogli venivano occasionalmente impanati e fritti o conditi con aceto. Può essere aggiunto a zuppe o minestroni come integratore di sali minerali.

Avvertenze: somministrare previo parere medico ai soggetti a rischio di trombosi, nell´ipercolesterolemia, calcolosi, ulcere o emorragie.

Erbe sinergiche: Artiglio del diavolo, Borsa pastore, Centinodia, Fieno greco, Fucus, Genziana, Gramigna, Ononide, Orthosiphon, Parietaria, Pilosella, Prezzemolo, Spirea Ulmaria.

Preparazioni (seguire le indicazioni e i dosaggi del proprio medico di fiducia)

Tintura diuretica:  venti grammi in 100 ml di alcool. Dopo una macerazione di otto giorni, bere due o tre cucchiaini di preparato al giorno.

Decotto contro affezioni epatiche, renali e artrosiche: 70 gr. di rami seccati al sole in mezzo litro d’acqua. Bollire per 15 minuti e berne due o tre tazze al giorno.

Infuso per fermare le emorragie nasali e lenire le infiammazioni: mettere 5 grammi della parte aerea della pianta in 100 ml di acqua. Eseguire lavaggi, sciacqui, gargarismi, applicare batuffoli di cotone o compresse di garza imbevuti di infuso sulle zone interessate.

 

Uso cosmetico: una manciata d’erba, infusa nell'acqua calda del bagno, è utile per ammorbidire le pelli rilassate e rugose.

RICETTA PE LOZIONE LUCIDANTE PER CAPELLI

Ortica e equiseto foglie 75g 
Aceto di mele 125 ml
125 ml di acqua piovana o depurata
6 gocce di olio essenziale a piacere
Procedimento: Riscaldare a bagnomaria con acqua e aceto. Coprire e cuocere 1 ora (attenzione a non far evaporare tutta l'acqua dal bagnomaria). Raffreddare la preparazione e poi versarlo in una caraffa filtrando e aggiungere l'olio essenziale goccia a goccia 

Uso: Questo prodotto viene utilizzato per risciacquare i capelli dopo lo shampoo. frizinare dopo aver tamponato per bene i capelli. Utilizzare tutte le volte che vi piace di più. L'effetto "luminosità" è sorprendente. 

Curiosità: oggetti di legno e metallo venivano lucidati strofinandoli con il fusto di questa pianta, adatta allo scopo per la presenza dell’acido silicico. I fusti si adoperavano anche per la pulizia dell'interno di vasi e bottiglie, grazie alla loro forma ed elasticità. L'equiseto deriva il suo nome dal latino “equi” = cavallo e “seta” = crine, con una chiara allusione alla somiglianza di tale pianta con la coda del cavallo: infatti, questa è soprannominata “coda cavallina”.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Minardi e figli S.r.l.
Equisetum arvense