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Equisetum Arvense infuso di gemme fresche

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L' Equisetum arvense o “coda cavallina” è una pianta molto antica: resti fossili la datano addirittura alla fine del Devoniano, circa 350 milioni di anni fa. Il nome “Equisetum” è di derivazione latina col significato di“crine di cavallo”,  mentre il nome specifico “arvense” fa riferimento al suo habitat naturale: i campi. Una delle prime descrizioni di questa pianta è dovuta a Dioscoride, mente il suo nome composto, Equisetum arvense, è stato sancito da Linneo. In lingua tedesca questa pianta si chiama Acker-Schachtelhalm; in francese si chiama Prêle des champs; in inglese si chiama Field Horsetail. Si tratta di una pianta, definita anche "argilla vegetale", considerata, in certe zone, infestante, eppure ricca di nutrienti: acido silicico (fino al 15%), saponine, flavonoidi, piccole quantità di alcaloidi, resine e acidi organici, tra cui anche acido ascorbico e acido caffeico, sostanze amare, steroli,  e minerali, come sali di potassio, alluminio e manganese. L’Equiseto fa parte delle piante  che incrementano la produzione di sostanze chimiche con funzioni di sostegno e protezione della maggior parte dei tessuti, migliorando, dunque, la funzionalità del tessuto connettivo, delle cartilagini e l’elasticità dei tendini.  Ma l’uso principale del gemmoderivato è quello di ottimizzare la deposizione di calcio nelle ossa, utile quindi in caso di osteoporosi,(si è notato che la demineralizzazione ossea è legata proporzionalmente alla caduta del tasso di silicio), fratture in via di consolidamento. Però le sue indicazioni possono anche interessare altri disagi, come infezioni e infiammazioni dell’apparato uro-genitale, grazie ai suoi composti sterolici che garantiscono un’azione diuretica e decongestionante.  Inoltre, l’Equiseto svolge una importante azione emostatica, bloccando la fuoriuscita del sangue in caso di emorragie ed è utile anche in caso di anemia. L’Equiseto ci sostiene, aiutandoci a diventare più ricettivi, più resistenti e più flessibili. E’ una pianta usata sia da Maria Treben che dall’Abate Sebastian Kneipp, che in proposito scrive: “quest’erba produce tali effetti benefici da non poter essere mai lodata abbastanza: essa guarisce malanni sia interni che esterni, scioglie ed elimina ogni sostanza nociva, arresta  il proliferare di molte patologie, guarendole poi lentamente”

 

Posologia standard: 30-50 gocce prima dei pasti. Naturalmente, la posologia va personalizzata, per renderla al massimo attiva per il singolo individuo portatore del disagio

 

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