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Gemmoderivati

La Gemmoterapia

La Gemmoterapia è basata sul «macerato glicerinato 1D» realizzato con alcool e glicerina senza acqua e diluito 10 volte.La gemmoterapia è parte integrante dell'omeopatia.E diluita 10 volte (1HD).

Propone dei macerati "madre" diluiti per un'utilizzo omeopatico.

La Gemmoterapia, o meglio meristemoterapia,è una metodica appartenente alla medicina integrata, che utilizza soluzioni in prima diluizione decimale di macerati idro-glicero-alcolici ottenuti da estratti vegetali freschi, ricchi di tessuti in via d’accrescimento. I principi attivi del "gemmoterapico" vengono estratti mediante macerazione a freddo in una particolare soluzione costituita da alcol etilico a titolo appropriato + acqua + glicerina vegetale nella quale si lasciano infondere per tre settimane i singoli tessuti vegetali freschi costituiti appunto da tessuti meristematici.

Brevi cenni storici.

Nell'antica Ayurvedica così come nella Tradizionale Cinese le gemme, i boccioli e le radici dei vegetali trovano un posto importante nell'armamentario terapeutico più antico del nostro pianeta. Nel VII libro dell’Atharvaveda, dove sono classificati i vegetali, si trovano descritte le parti di piante medicinali usate in terapia e tra queste compaiono appunto le gemme, le foglie, i fiori, i frutti, il tronco, i rami, gli steli, la scorza, la resina e le radici. In Occidente Galeno (Il secolo) preparava l'Acopon uno dei balsami vulnerari più stimati del suo tempo, preparato facendo macerare per tre mesi i germogli di Pioppo in olio di oliva, esponendoli al sole e agitandoli ogni giorno. Nicolas De Myrepse, medico greco medievale, rispolverò quell'idea e formulò il famoso "Unguento Populeum" che ebbe grande reputazione per diversi secoli. Anche gli alchimisti non sfuggirono al fascino e alla suggestione che nelle gemme e nelle radici potesse essere contenuta l'energia vitale del vegetale: essi infatti preparavano "l’elisir di primavera" con le gemme, mentre "l'elisir d'autunno" era composto con semi e radici. Le gemme e i germogli erano considerati la persistenza del ciclo vitale che si rinnova ad ogni primavera, mentre il perpetuarsi della pianta avveniva in autunno mediante i suoi semi. La rugiada del mattino era invece il solvente universale per stimolare il rinnovamento organico. Il celebre Paracelso, anticipando di secoli le attuali scoperte di fitochimica, aveva già intuito le diverse proprietà e le indicazioni terapeutiche delle varie parti di una stessa pianta, asserendo: "…Ci sono forze diverse nelle gemme, nelle foglie, nei bocci, nei frutti acerbi, nei frutti maturi,… quindi si deve rivolgere la propria attenzione dal primo germoglio sopravvenuto all’ultimo, poiché così è la natura… così vi è una maturazione per i piccoli germogli, una per le fronde, una per i fiori, una per le fibre, una per i succhi, una per le foglie, una per i frutti.". Nel secolo scorso Filatov Vladimir Petrovich, oftalmologo russo (1875-1956), lo stesso che introdusse per primo il trapianto di cornea, ideò una speciale terapia per la rigenerazione tissutale basandosi sull'introduzione nell'organismo di stimolatori biogeni ricavati da tessuti animali e vegetali. Pol Henry biologo belga, intuì le capacità fitoterapiche dei meristemi vegetali rendendo pubblici i suoi studi scientifici negli anni 50’. Pur essendo padre della cosiddetta “fitoterapia rinnovata” creò un ponte tra le vecchie conoscenze mitologiche, filosofiche, botaniche, riportando ad una visione olistica il rapporto uomo-pianta. La Gemmoterapia utilizza, tessuti embrionali aventi ancora capacità riproduttive e potenziali; la Fitoterapia classica, invece, si avvale soprattutto di tessuti vegetali adulti o definitivi, costituiti da cellule che hanno ormai perso la capacità di moltiplicarsi. I tessuti meristematici più utilizzati in Gemmoterapia sono: amenti, boccioli, gemme, ghiande, giovani getti, giovani radici, linfa, scorza di giovane radice, scorza di giovane ramo. Pol Henry è l’ideatore della gemmoterapia così come è intesa oggi. A lui si deve l’idea di utilizzare i germogli vegetali nella terapia umana, egli ha elaborato e proposto un metodo terapeutico fondato sul ragionamento analogico, trovando poi le conferme sul piano farmacologico e clinico. I risultati dei suoi primi lavori apparvero negli Archives Homéopathiques de Normandie nel 1959. Egli Intuì che negli embrioni vegetali fossero presenti particolari principi attivi qualitativamente e quantitativamente diversi dal tessuto vegetale adulto, e che questi, potevano svolgere una precisa azione sul tracciato elettroforetico ed una specifica azione terapeutica sull'individuo. Pol Henry mise a punto una vasta sperimentazione condotta prima in vitro, poi sull’animali ed infine sull’uomo. Negli anni '50 egli indirizzò la propria ricerca sullo studio delle variazioni del profilo proteico, espresse tramite l'elettroforesi, riuscendo a stabilire, per ogni tessuto embrionale vegetale esaminato, l'attività sull'uomo e la relativa risposta alla flogosi.

Come funzionano.

Nel siero umano, lasciato coagulare, persa la sua fibrina, rimangono le proteine globulari: le albumine e le globuline. L’oscillazione dei loro valori si verifica in diverse condizioni patologiche. L’elettroforesi, permette di separare le proteine con un metodo di frazionamento isoelettrico, determinando scientificamente lo stadio patologico umano. La meristemoterapia permette un approccio biologico-clinico nei confronti delle siero-proteine, riportandole verso i valori normali.

La fito-etica.

E’ un codice non scritto attraverso il quale vengono definite le regole inerenti il rapporto tra uomo e pianta attraverso ad esempio il riconoscimento dell’individuo vegetale, metodo di approccio e preparazione del gemmoderivato. I gemmoderivati, a parte casi particolari, non presentano tossicità alcuna, modulando la loro capacità elettiva fitoterapica sull’organismo umano e animale. In alcuni casi possono essere dati a neonati, naturalmente ad un dosaggio adeguato. L’esperienza ventennale nel campo della gemmoterapia, ci conduce verso l’ utilizzo di tutte le referenze laddove normalmente se ne conoscono alcune. Vi è sicuramente bisogno di un colloquio per potere stabilire le necessarie compatibilità con i prodotti ma i risultati sono sempre evidenti. Questo tipo di approccio fitoterapico è dolce non invasivo e modulante nell’effetto, senza portare l’organismo ad inutili effetti indesiderati. Si può ritenere utile l’uso contemporaneo dei fitoterapici classici e dei gemmoderivati, in tempi e dosi opportune caso per caso, osservando olisticamente l’organismo nel suo insieme.