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Iperico - Erba di S.Giovanni, St. John's Worth - (Hypericum perforatum L.) Ipericacee

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Famiglia: Ipericacee

Nome botanico: Hypericum perforatum L.

Descrizione: l’erba di San Giovanni è una pianta aromatica perenne, che produce fiori giallo-oro. L’uso  come pianta officinale risale all’antica Grecia, dove veniva impiegato nel trattamento di molti disagi. L’Iperico è oggi uno dei prodotti fitoterapici più noti, in quanto possiede proprietà antidepressive, nella depressione lieve, verificate in numerosi studi clinici. Queste proprietà sono paragonabili in efficacia a quelle dei trattamenti farmacologici, ma presentano meno effetti secondari.

Parti utilizzate: foglie e sommità fiorite, sia fresche che essiccate.

Componenti principali: l’ipericina e la pseudoipericina sono i componenti attivi a cui si attribuiscono le proprietà officinali. La pianta contiene anche oli essenziali e flavonoidi, che hanno un ruolo addizionale e sinergico. Contiene anche resina, tannini, vitamina C, carotene, acidi clorogenico e caffeico.

Indicazioni: si ritiene che l’estratto di iperico funzioni come antidepressivo aumentando a livello cerebrale la disponibilità dei neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina e dopamina. Numerosi studi clinici hanno concluso che nel trattamento della depressione lieve l’iperico è efficace come gli antidepressivi più comuni. L’impiego dell’iperico può contribuire ad elevare il tono dell’umore anche in persone che non soffrano di depressione o altri disturbi umorali. Utile anche in caso di distonie neurovegetative

Proprietà: agisce contro la depressione lieve, stress, ansia, affezioni bronchiali, distonia neurovegetativa, mal di stomaco, disturbi epatici, diarrea, distorsioni, sudorazione alle mani e ai piedi, bruciature, eritemi solari, ulcere, contusioni, pelle secca, pelle rugosa, Irrequietezza accompagnata ad insonnia; dermatite atopica; sindrome premestruale; menopausa; astinenza da benzodiazepine o droghe.

Preparazioni per uso esterno:  attenersi sempre ai dosaggi e alle preparazioni personalizzati del proprio medico

Maschera per pelli secche: frullare un pugno di fiori freschi, due gherigli di noce, 3 mandorle spellate e 1 cucchiaio di fieno greco. Mescolare il composto ottenuto con un cucchiaio di miele d'acacia, stendere su viso, collo e décolleté ben puliti e asciutti, lasciare agire una mezz'ora e sciacquare con acqua tiepida.

Trattamento antirughe: picchiettare le zone interessate, in particolare le cosiddette zampe di gallina, due volte al giorno con qualche goccia di olio. Disturbi premestruali, menopausa: tre tazze d'infuso al giorno bevute con regolarità.

Scottature, eritemi solari, piaghe, ulcere di lieve entità: applicare sulle parti interessate, dopo averle rinfrescate, compresse imbevute di olio e lasciare agire per una mezza giornata, quindi procedere alla medicazione.

Infuso antidepressivo: otto gr sommità fiorite essiccate, sminuzzate in una tazza d'acqua bollente per un quarto d'ora. Filtrare e consumare tiepido.

Olio di iperico contro i disturbi gastrici di origine nervosa:  assumere un cucchiaino di oliodue o tre volte al giorno. In caso di infiammazioni utilizzarlo per frizioni o impacchi più volte al giorno.

Erbe sinergiche: Camomilla matricaria, Avena, Panax Ginseng, Ginkgo Biloba, Escolzia

AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI: L’iperico è generalmente ben tollerato alle dosi raccomandate e per periodi da uno a tre mesi. Gli effetti secondari più comuni rilevati sono: disturbi gastrointestinali lievi, reazioni cutanee, fatica, sonnolenza, irrequietezza, disturbi sessuali, cefalea, bocca secca. L’iperico rende la pelle più sensibile alla luce solare, quindi le persone di carnagione molto chiara dovrebbero esserne consapevoli, perché la parte di pelle depigmentata, trattata con iperico, può andare soggetta a pruriti ed irritazioni.

INTERAZIONI: L’Iperico può interagire con farmaci, erbe, e supplementi utilizzati; prima di cominciarne l’uso, è necessario consultare il proprio medico: infatti l’erba di San Giovanni stimola un enzima che metabolizza almeno il 50% di anticoagulanti orali, anticoncezionali e digossina, quindi ne riduce l’attività. Non associare l’iperico a farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, per il rischio di incorrere in ansia, insonnia, confusione mentale, ecc

Curiosità: questa pianta deve l'appellativo "perforatum" alla grande quantità di ghiandole che ne picchiettano la superficie. I Tartari usano il decotto d'iperico come stupefacente. Nell'America del Sud, la varietà locale è usata come aromatico, eccitante, e tonico. Nel Medioevo si riteneva che un decotto di fiori d'Iperico, raccolti prima dell'alba, servisse a guarire dalla rabbia. Veniva anche bruciato come incenso. Con la cristianizzazione, si diffuse la leggenda che l'Iperico fosse nato dal sangue di San Giovanni, alimentando la credenza di cui sopra, e che il diavolo volesse distruggerlo trafiggendolo, ma l'unico risultato ottenuto fu quello di perforare le foglie. Sempre le lontano Medioevo, nacquero leggende comuni un po' a tutta la zona europea: con l'Iperico, colto la notte di San Giovanni, le ragazze da marito potevano divinare se avrebbero trovato il loro sposo nel corso dell'anno. Bastava cogliere un rametto d'iperico e appenderlo nella propria camera da letto. Se il mattino seguente era ancora fresco, entro l'anno ci sarebbe stato il matrimonio.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Brisighello
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