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Noce mallo T.T. ( Juglans regia L.)

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Nome botanico: Juglans regia L.

Famiglia: Juglandacee

Etimologia: Il nome del genere, Juglans, è un derivato delle parole latine, glans Jovis, glande di Giove. La mitologia racconta che le divinità, quando scendevano sulla terra, si cibavano di noci. Il nome, Noce, si dice sia derivata dal Teutonico, Nuss welsche o wallnuss.

Descrizione: L’albero è originario delle foreste di latifoglie degli Stati Uniti Orientali (Mississippi centrale e regioni degli Appalachi) e del Canada. Prospera su suoli umidi con un buon drenaggio, reperibili facilmente nelle valli. Il frutto è una drupa allungata contenente un gheriglio commestibile. La corteccia è spessa, profondamente solcata, tanto da formare un motivo a rombi. I fiori maschili e femminili crescono in separati. Ne sono state selezionate oltre cento varietà. Il legno è apprezzato per la sua bellezza e viene utilizzato per manufatti di falegnameria; ha le stesse caratteristiche della varietà Nigra, ma presenta una crescita più rapida. Nelle città è molto impiegato nelle alberature stradali e nei parchi. 

Composizione: Il Mallo di Noce contiene un buon numero di ingredienti attivi, di cui i più importanti sono juglone, acido caffeinico tannini e iodio. E anche presente l’acido ellagico. La pianta intera contiene anche vitamina C, vitamine del gruppo B e beta-carotene. Le proprietà antiparassitarie dei composti del tannino sono state dimostrate scientificamente e sono di tipo antibatterico, anticancerogeno, antidiarroico, anti-ipertensivo, antiulcera. Sembra che agiscano anche come prevenzione del cancro. Il contenuto di tannino è elevato, e questa sostanza è la principale responsabile dell’azione antielmintica del mallo, anche se possono essere coinvolti altri componenti, come juglandina, juglone e acido juglandico. Lo Iodio è usato largamente nella medicina ufficiale. Le macchie scure che si formano sulla superficie del mallo di noce , dimostrano la presenza di iodio organico, che ha indicazioni antisettiche e curative.

Proprietà fitoterapeutiche: il noce è un albero versatile, il suo mallo prevede vari utilizzi e benefici. Combatte efficacemente i parassiti, viene usato anche per bilanciare i livelli di zucchero nel sangue, bruciare le tossine in eccesso e diminuire il tasso di colesterolo. E’anche una alternativa naturale per la regolazione del transito intestinale, in quanto fonte di fibra solubile. Tuttavia presenta alcune controindicazioni, pertanto per i dosaggi ad uso interno, si rimanda a fitoterapista o medico esperto.

Applicazioni più comuni: Il Mallo di Noce, in infuso o decotto: si può aggiungere al mallo anche l'Artemisia, i Chiodi di garofano, per potenziarne l'effetto.

per uso interno, si usa contro la diarrea, oppure per far cessare la montata lattea. Questo composto viene anche adoperato come collutorio contro afte, piaghe o dolori gengivali; (si veda sopra)

per uso esterno, applicato in cataplasma sulla pelle, risulta efficace contro eczema, pruriti, herpes, psoriasi, infezioni fungine e parassiti epiteliali. Contribuisce ad eliminare le verruche, fastidiose escrescenze virali. Questo cataplasma si può stendere anche giornalmente sul viso, come maschera di bellezza, o massaggiare delicatamente sulla pelle, come peeling estetico; altrimenti, si può usarlo per tingere i capelli.

Controindicazioni: cautela in gravidanza e si consiglia di limitarne l’uso a bambini e persone che soffrono di patologie tiroidee.

Curiosità: il gheriglio della noce, simile nella forma al cervello umano, è stato anticamente ritenuto un valido rimedio per problemi cerebrali, come, d’altro canto, secondo la medicina tradizionale asiatica, era considerato tonico dei reni, in quanto la filosofia orientale considera i reni governatori del cervello. Anche in India e Pakistan, il noce nero, conosciuto come Akhort o Akshot, è tradizionalmente usato per scopi similari. Il primo riferimento al noce nero risale a Alessandro Magno, che si dice lo abbia introdotto in Grecia dal Medio Oriente. Secondo Plinio, fu introdotto in Italia dall’Iran, ed è citato da Varrone, vissuto nel 116 aC., ma si tratta della specie "regia", non della "nigra". Fonti accreditate lo vogliono Introdotto in Europa verso il 1630, con utilizzo prevalentemente botanico. Il mallo di noce nera fresco corrode il cemento o qualsiasi superficie o materiale su cui viene depositato, lasciando una macchia color ruggine.

Le informazioni qui presentate sono riportate esclusivamente a scopo informativo, non vogliono né possono sostituirsi alla diagnosi della medicina ufficiale, in quanto i risultati individuali possono variare: prima di utilizzare eventuali rimedi alternativi, è sempre consigliabile consultare il proprio medico.

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