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Mirra (Commiphora Myrrha - Burseracee) - olio essenziale

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Famiglia: Burseracee

Nome botanico: Commiphora Myrrha - Myrra

Costituenti principali: erabolene, cadinene, alfa e beta-pinene, acido mirrolico, eugenolo, limonane.

Parti impiegate: la gommoresina.

Armonizzazioni con altri oli essenziali: Incenso, Rosa damascena, Sandalo (legno).

Predominanza: di costituzione e azione maschile, la Mirra risulta essere decisamente Yang.

Nota: è capace di inebriare: la nota di questa essenza forte e volatile è di testa.

Pianeta governatore: la sua sacralità ed impiego in cerimonie religiose come Incenso, Cipresso e Ginepro, la collocano tra le piante controllate da Saturno.

Chakra di riferimento: agisce principalmente sul sistema respiratorio utilizzando il 5° Chakra come cancello di entrata.

Capacità di stimolo emozionale: la Mirra è una grande compagna di viaggio. Infatti, accompagna durante il parto la nascita del neonato, come il defunto verso l’aldilà. È carica di valori simbolici legati all’uomo e alla sua esistenza: mentre l’incenso è il profumo dell’elevazione spirituale, la Mirra aiuta ad armonizzare il mondo spirituale con quello materiale.

Altri usi: In fitoterapia, per uso esterno, viene utilizzata per rassodare le gengive e fa regredire le piccole ulcerazioni della bocca, della gola e della pelle. Per uso interno, viene adoperato contro l'afonia, eccita l'appetito, stimola la secrezione degli enzimi gastrici ed è un buon carminativo. L’olio essenziale viene utilizzato in piccole quantità come componente di profumi orientali. Il resinoide è impiegato in profumeria come fissativo. Per il loro sapore aromatico e l’olio e il resinoide vengono utilizzati nella profumazione di dentifrici e collutori. L’olio è usato come aromatizzante in diverse bevande.

Precauzioni e controindicazioni: non è irritante, non provoca sensibilizzazione e, a bassi dosaggi non è tossico. Da usare comunque con moderazione e da evitare in gravidanza e allattamento.

Curiosità: il nome “Mirra”  o "myrra", deriva dall’arabo “mur”, che significa amaro o dall’ebraico “mar”, che significa goccia; (infatti stilla dalla corteccia a forma di lacrima). E’ una droga conosciuta da antiche culture. Viene associata all’incenso e all’oro ricordando la leggenda dei Re Magi e dei doni che portarono a Gesù dopo la sua nascita. Le difficoltà di approvvigionamento e l’incetta commerciale la rendevano, infatti, un dono prezioso. Ne fanno menzione gli antichi libri di storia fino a più di 3.000 anni fa. Gli Egizi la impiegavano, oltre che nei riti di adorazione del sole, anche nei processi di imbalsamazione. Da secoli si conoscono le sue virtù astringenti, disinfettanti e cicatrizzanti. Gli antichi usavano portare con sé in battaglia della pasta di Mirra da spalmare sulle ferite. Le donne egiziane la utilizzavano in maschere antirughe per il viso, come viene usata tuttora in Africa e nei paesi Arabi. Gli Israeliani usano la mirra polverizzata deposta sullo spazzolino da denti come polvere dentifricia. Nella tradizione cinese viene utilizzata come curativo di piaghe ed emorroidi e nei problemi del ciclo mestruale. Molti riferimenti alla Mirra si trovano in particolare nel Cantico dei Cantici: "Chi è colei che sale dal deserto... profumata di mirra e d’incenso e d’ogni aroma dei mercanti? (3, 6) Io andrò al monte della mirra e al colle dell’incenso... Quanto son dolci le tue carezze... come l’odore dei tuoi profumi". (4, 6.10).

I sette oli sacri di Thekoa: Galbano, Labdano, Olibano, Nardo, Mirra, CannellaIncenso. 

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

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