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Salice bianco corteccia - (Salix Alba L. - Salicacee)

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Nome botanico: Salix alba L.

Famiglia: Salicacee

Descrizione: Il salice bianco è stato introdotto in Europa dagli Stati Uniti e può essere trovato sulle sponde di fiumi e laghi, su suoli umidi ricchi di sali nutritivi e di calcio. Ha foglie setose che riflettono la luce.

Principi attivi: cera, gomma, tannini, salicina, flavonoidi, glucosidi fenolici, populina, acido salicitannico, isoquercitina, naringina

Parti utilizzate: corteccia dei rami, le foglie, gli amenti.

Proprietà: antinfiammatorio, antinevralgico, febbrifugo, sedativo gastro-enterico, tonico, disinfettante, cicatrizzante. Risulta anche essere utile contro le fibromialgie, le atralgie, le forme reumatiche croniche, l'insonnia. Riduce il tasso di glucosio nel sangue ed i crampi di origine mestruale. Per uso esterno, il decotto viene utilizzato per irrigazioni, impacchi e bagni antireumatici.

Utile in caso di: malattie da raffreddamento, febbre, dolori, reumatismi, artrosi, artrite. Sotto forma di shampoo è usato come repellente contro i pidocchi. Dato l'elevato contenuto di tannini, la corteccia, per uso esterno,esercita una forte azione astringente sulla pelle e sulle mucose infiammate e favorisce la cicatrizzazione delle ferite.

Preparazioni: per dosaggi e preparazioni personalizzate, consultare sempre il proprio medico di fiducia)

Contro stati febbrili, dolori reumatici, disturbi della digestione:

Decotto: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.

Tintura: 20 grammi in 100 ml. di alcool di 20° (a macero per 10 giorni). Due - tre cucchiai al giorno.

Tintura vinosa: 5 grammi in 100 ml. di vino bianco (a macero per 10 giorni). Un bicchierino prima dei pasti.

Con gli amenti si può preparare un’infusione molto gradevole particolarmente indicata nei sovraffaticati e negli ipereccitabili.

Piante similari: Salice rosso (Salix purpurea), Salice nero (Salix nigra).

Curiosità: Nell'antica Grecia la corteccia del salice, grazie alla presenza di salicina, veniva usata anche come antimalarico e le foglie come foraggio per gli ovini. I rami di salice benedetti nella Domenica delle Palme erano ritenuti proteggere dal fulmine, dal maltempo e dagli influssi malefici. Il nome "Salice" è verosimilmente legato al sapore acido e salato della pianta e delle foglie in particolare, fatto questo che indusse ad usarla nell’antichità contro i disturbi che necessitavano di astringenti. Nella lingua celtica “Sal-lis” significava vicino all’acqua.Galeno raccomandava le foglie di salice tritate sulle piaghe fresche, Dioscoride affermava che la foglia aveva proprietà emostatiche e antifecondative. Durante il Medio Evo il suo uso maggiore era quello di calmare l’ipereccitabilità sessuale. Il potere febbrifugo verrà riconosciuto solo alla fine del XVII secolo. Oltre che in fitoterapia, questo albero è stato utilizzato fino dall’antichità come mezzo per legare insieme parti diverse con i suoi rami molto flessibili.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Minardi e figli S.r.l.
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