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Salvia foglie T.T.- (Salvia officinalis L.) - Labiate

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Famiglia: Labiate

Nome botanico: Salvia officinalis L.

Descrizione: arbusto sempreverde, con radice robusta e fusti alti fino ad un metro. Le foglie hanno la superficie rugosa, bianco-tomentosa. Il fiore ha la corolla violacea o rosata, il frutto è formato da quattro acheni neri. Allo stato spontaneo cresce solamente nell’Italia centro meridionale mentre è coltivata in tutta Italia; la sua coltivazione intensiva è dovuta a Carlo Magno che ne indicò i pregi nei suoi famosi Capitolari.

Parti usate: foglie e sommità fiorite, che si raccolgono quando sono ben sviluppate.

Componenti principali: olio essenziale, costituito per circa il 42% da tuione, poi da cineolo, borneolo, cariofillene ed altri terpeni; composti triterpenici, salviatannino e flobafene, acidi fenolici, flavonoidi, sitosterolo, acidi fumarico, glicolico, glicerico, ascorbico, nicotinico, lattoni sesquiterpenici, principi amari, sostanze estrogene, vitamina B1.

Proprietà: risulta utile in diverse affezioni specialmente a carico dell’apparato digerente: è un eupeptico e colagogo; sull’apparato genitale femminile ha un effetto emmenagogo; dalla Farmacopea Britannica viene indicata come rimedio per le infiammazioni della bocca, della lingua e della gola. Le vengono inoltre riconosciute proprietà antimicrobiche, antiossidanti, astringenti, ipertensive, lassative, toniche. Utile anche per abbassare la glicemia, diminuire la sudorazione e le vampate in menopausa. Per uso esterno è stata utilizzata come cicatrizzante, nei problemi della bocca e nell’alitosi, per bagni antireumatici e tonificanti. Si utilizza in collutori e dentifrici, per ottenere antiossidanti naturali e come aromatizzante di liquori e bibite.

Indicazioni:  amenorrea e dismenorrea; sudori notturni dei convalescenti; sudori abbondanti di mani e ascelle; diabete;  astenia e debilitazione; dispepsia atonica.

Recenti ricerche farmacologiche sulle foglie fresche hanno dimostrato che la presenza di un fitormone ovarico simile alla follicolina, correlato alle grandi quantità di sali di calcio e al magnesio, combatte i disturbi della menopausa,.

USO COSMETICO: è impiegata come componente di fragranza in saponi, shampoo, detergenti, antitraspiranti, profumi. Gli estratti di salvia vengono utilizzati in forme cosmetiche ad azione dermopurificante, deodorante, stimolante e rassodante: prodotti per pelli grasse ed impure, per l’igiene dei capelli e dei denti.

CONTROINDICAZIONI: l’olio essenziale e gli estratti alcolici non vanno assunti in gravidanza, in caso di emorroidi e infiammazioni interne; se l’assunzione è prolungata, può provocare convulsioni, causate dal tuione.

Attenzione all'uso dell'essenza: é due volte piú tossica dell’Assenzio.

Preparazioni:

Infuso tonico: Un gr di foglie essiccate in 100 ml di acqua; infondere e bere una volta al giorno.

Spennellature contro le afte: usare l'estratto alcolico non diluito.

Vino alla salvia digestivo: in un litro di vecchio marsala secco, mettere a macerare 60 gr di foglie per dieci giorni; poi filtrare e travasare in una bottiglia scura da conservare in un luogo fresco.

Uso in cucina: Il suo gusto leggermente piccante e amaro rende gradevoli arrosti, involtini, ripieni e sughi. Viene utilizzata per insaporire piatti di carne (in particolare coniglio, vitello e fegato di vitello) o la si fa soffriggere con il burro per condire i primi piatti; i tedeschi la usano per cucinare le anguille; nei paesi mediterranei vengono infilate foglie di salvia negli spiedini alternate a dadini di carne e verdura.

 

Curiosità: Il nome salvia deriva dal latino “salvus” che fa riferimento alla “salvezza” e alla “salute”. Conosciuta anche come erba savia, tè di Grecia, salvia degli uccelli, presso gli antichi Romani era chiamata “Herba sacra” e poteva essere raccolta solo da persone elette, senza usare utensili di ferro, dopo aver fatto sacrifici con pane e vino. I Druidi le attribuivano poteri magici: la bevevano mescolata alla birra per dare forza ai propri incantesimi. Gli antichi Egizi la utilizzavano fra le altre sostanze per imbalsamare i morti. Si dice che Cleopatra, regina d’Egitto, mescolasse salvia e ruta per preparare dei filtri afrodisiaci. Era molto apprezzata nell’antichità anche dai Cinesi,che la ritenevano un’erba capace di donare longevità. In un trattato del Medioevo si legge che “il desiderio della Salvia è di rendere l’uomo immortale”. Un antico erbario medievale racconta che, quando la Madonna dovette fuggire in Egitto con il Bambino per sottrarlo alla persecuzione di Erode, chiese aiuto a tutte le piante campestri, ma solo la salvia le dette riparo sotto il suo fogliame. Per questo Maria le concesse il privilegio di salvare per sempre gli uomini da ogni malattia. La più antica Scuola di Medicina, quella Salernitana, attiva già dal IX secolo d.C. , così la descriveva: “Salvia salvatrix, naturae conciliatrix” (Salvia salvatrice, mediatrice della natura).

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci

Produttore:
Brisighello
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