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Tabebuia - Lapacho - Pau d'Arco (Tabebuia avellanedae)

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Nome botanico: Tabebuia avellanedae Lorenz

Sinonimo : Tabebuia impetiginosa (Mart. ex DC.) Standl.

Descrizione: Questo albero, sempreverde con foglie grandi, è indigeno del Brasile, non è, come molti pensano, tipico della foresta pluviale tropicale, ma si trova meglio in regioni più fresche, in alta montagna, nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina, Bolivia e Perù, ad altitudini dove l'atmosfera ha un elevato contenuto di ozono. cresce fino a 40 m, ha un legno durissimo, resistente agli agenti atmosferici ed al decadimento; la sua corteccia, di cui si usa in fitoterapia la parte interna, appena staccata dal tronco, ricresce velocemente senza provocare danni alla pianta stessa. E’ conosciuto con nomi diversi : dal portoghese Pau d’Arco, (che significa “bastone per archi”), ai nomi tribali di Taheebo e Ipe Roxo. Sono anche usati nomi come taheebo, queschua, lapacho. A causa della forte rassomiglianza tra le varietà, c'è una notevole confusione su quale specie sia più adatta a scopi officinali, ma recentemente è stato deciso che la varietà a fiori rosa-porpora proveniente dal Sud America (Tabebuia Avellanedae) ha l'azione fitoterapeutica più forte.

Costituenti Principali: i più importanti sono diciotto differenti chinoni, che raramente si trovano insieme nella stessa pianta: i naftochinoni, sono considerati i più importanti. In più troviamo quercetina, lapachenolo, carnosolo.

Utile per: azione antiossidante simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e può essere utile per prevenire i tipici malanni che caratterizzano il cambio di stagione, come raffreddore e influenza. Utile anche per contrastare i processi di invecchiamento cellulare indotti dai radicali liberi. Comunque, anche se l’utilizzo più consueto della Tabebuia è quello contro le malattie da raffreddamento, che si attua con un processo di rafforzamento delle difese immunitarie, attraverso il medesimo processo si prevengono patologie diverse, come quelle intestinali. La Tabebuia può essere usata anche contro asma bronchiale, prostatite, diabete, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismi, artrite, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi. La fitoterapia moderna include possibili applicazioni della Tabebuia contro neoplasie, infiammazioni di bocca e gengive, cistite, prostatite, herpes, stomatiti, lupus, malattia di Hodgkins.

Utile come antibatterico, antiparassitario; fungicida; antiinfiammatorio; depurativo; immunostimolante; tonico generale cardiotonico; stimolante, leggero diuretico, sedativo, ipotensivo, ipoglicemizzante, analgesico; astringente, antidiarroico; vulnerario; espettorante; febbrifugo.

Curiosità relative alle infezioni da Candida, recenti studi hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” conosciuta anche come “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, può nascondere un’infezione derivante dalle tossine della Candida: ne sono colpite soprattutto le donne e la patologia si può presentare con affaticamento, asma, infezioni fungine, otite, confusione mentale, mal di schiena o di testa, depressione, amnesie, difficoltà di apprendimento, disfunzioni del sistema immunitario, dolori migranti alle giunture, scoordinamento dei movimenti, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi/o diarrea, tachicardia, vertigini, intolleranza all’alcool, visione sfocata. Nei casi estremi, si registrano intolleranze gravi alle fibre sintetiche, ai cibi industriali, perfino all’acqua del rubinetto, alla carta da giornale, ai detergenti chimici, all’aria inquinata: si ipotizza che il responsabile di questi disturbi e malesseri sia la debolezza dell’organismo contro gli attacchi della Candida. In questo caso, la Tabebuia si rivela un ottimo rimedio, assunto in decotto o capsule.

Preparazioni (attenersi alle indicazioni specifiche del proprio medico : per  un decotto di Tabebuia si fanno bollire 15-20 grammi di corteccia in mezzo litro d'acqua per 15-20 minuti circa, e, dopo aver filtrato il composto, se ne beve una tazza 3-4 volte al giorno. E’importante tenere presente che le dosi e la somministrazione della corteccia vanno personalizzate accuratamente, in quanto alcune persone potrebbero presentare reazioni allergiche alla Tabebuia stessa, mentre altre devono dosare l’assunzione del decotto gradualmente, per raggiungere un po’ alla volta il dosaggio pieno nell’arco di qualche settimana, secondo il consiglio del proprio medico di fiducia.

Curiosità: La corteccia dell’albero di Tabebuia (o Lapacho o Pau d’Arco), viene usata come rimedio officinale da più di mille anni. E' considerata indispensabile dagli indiani Callawaya del Brasile e dagli Incas, Secondo racconti dell'epoca, gli Incas la usavano per curare molte malattie, comprese quelle degenerative. Anche gli Indiani brasiliani usavano la parte interna della corteccia per un gran numero di disordini, come infiammazione intestinale, dissenteria, febbre, mal di gola, ferite, artriti, cistite, problemi del tratto respiratorio, morsi di serpente e vari tipi di carcinoma.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci. 

Produttore:
Minardi e figli S.r.l.

Tabebuia avellanedae Lorenz e  Tabebuia impetiginosa (Mart. ex DC.) Standl.