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Tarassaco radice - (Taraxacum Officinale L.) - Composite

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Nome Scientifico:Taraxacum officinale Weber

 Descrizione: pianta erbacea perenne, che in Italia cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri; comunissima nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti.

Parti utilizzate: Il rizoma, soprattutto, e le sommità fiorite;

Componenti principali: Alcoli Triterpenici, Steroli; Vitamine A,B,C,D, Inulina, Principi Amari, Sali Minerali. il contenuto in vitamina A e C del tarassaco è il doppio della cultivar che da esso deriva e cioè la cicoria coltivata.

Proprietà: blanda azione colagoga e coleretica. Epatoprotettive. Amaro-digestive-toniche. Stimolanti la secrezione gastrica cloridro-peptica. Diuretiche. Depurative. Blandamente lassative. Ipoglicemiche. Immunostimolanti. Antinfiammatorie.

Utile in caso di alterazioni del flusso biliare, atonia gastrica ed intestinale, perdita dell’appetito, scarsa diuresi, reumatismi e gotta e ogniqualvolta si renda necessaria un'azione depurativa. Risulta anche un ottimo coadiuvante nell'ambito di diete globalmente finalizzate alla perdita di peso e aiuta ad abbassare i valori del colesterolo e della glicemia.

Preparazioni: (per dosaggi e preparazioni personalizzate, consultare sempre il proprio medico)

Tisana depurativa: 30 gr. di Tarassaco (foglie e radice), 20 gr. di Parietaria (parte aerea), 30 gr. di Malva (parte aerea), 30 gr. di Gramigna (rizoma) e 1 litro d’acqua. Bollire in acqua le erbe per 5 minuti, filtrate spremendole bene e bere il la tisana quando si è intiepidita. Due tazze al giorno, mattina e sera, lontano dai pasti, aiuteranno a regolarizzare l’intestino e a depurare l’organismo.

Uso in cucina: usato in insalate, minestre,frittate e torte salate. I boccioli del fiore si utilizzano per la preparazione di sottaceti.

Curiosità: L´uso terapeutico di questa pianta non era conosciuto nell´antichità e nessun testo, compresi gli Erbari illustrati, ne parla prima del XV secolo. Nel 1546 il naturalista Bock attribuì al tarassaco un potere diuretico, mentre un farmacista tedesco del XVI secolo attribuì alla pianta la capacità di curare rapidamente le ferite. Più tardi, tra il sec. XVII e XVIII, ne parleranno ampiamente ii medici umbri e l´Abate Kneipp.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.
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