Attenzione Questo sito utilizza i cookie per fornire una migliore esperienza di navigazione. L'utilizzo di questo sito implica la tacita accettazione della nostra Informativa sui Cookie. CHIUDI
Cerca per produttore

Timo serpillo foglie T.T. (Thymus serpyllum)

4,50
9 articoli
+
Aggiungi alla lista dei desideri
  • Pinterest

Pianta spontanea e molto diffusa nella nostra penisola, dal mare alle montagne. Ottima pianta per giardino roccioso o di montagna dove si impiega come tappezzante. Bella e lunga fioritura tra aprile e settembre a seconda del clima. Le sono molto apprezzate per il gradevole aroma che rilasciano non appena le si sfiora. L'essenza del serpillo conferisce alla pianta varie proprietà: digestiva, antispasmodica, espettorante e antisettica.

1-Malattie dell'apparato respiratorio: il serpillo è un ottimo calmante per la tosse, specialmente è un ottimo calmante per la tosse secca convulsa dei bambini, ma si usa anche per curare la pertosse e ogni forma di catarro bronchiale.

2-Disturbi gastrici: il serpillo si usa contro l'atonia dello stomaco, la digestione pesante, la flatulenza e in generale contro le dispepsie.

3-Malattie orali e anali: per la sua azione antisettica, il serpillo è molto indicato per i lavaggi e gli sciacqui delle ferite o delle infiammazioni delle mucose, localizzate sia nella bocca (afte o piaghe) sia nell'ano (fistole anali); usato per fare gargarismi, arreca beneficio in caso di tonsillite (angina) o di faringite.

4-Reumatismi e nevralgie: l'essenza di serpillo, applicata localmente, calma i dolori della sciatica, delle nevralgie facciali e dà sollievo ai dolori reumatici in generale.

5-Depressione, astenia ed esaurimento: i bagni caldi con serpillo danno buoni risultati, perché sono tonificanti e rivitalizzanti e si consigliano sia ai bambini debilitati sia agli adulti che abbiano bisogno di stimolanti naturali.

Curiosità ed etimologia: Il nome Thymus ha origine  dal termine greco thymos (thymós), che designava il principio della vitalità, il respiro e, in senso metaforico, il cuore, secondo i greci organo della respirazione e sede delle passioni: l’ira, il coraggio e l'ardore. L'attributo thymós sta quindi ad indicare una esalazione di fumo (si bruciavano rametti di timo durante le funzioni religiose), ma anche il vigore fisico ed il coraggio che può infondere questa pianta: il suo aroma era infatti ritenuto dagli antichi greci apportatore di queste due virtù eroiche, tanto che i soldati tonificavano il corpo lavandolo con acqua di timo e rinvigorivano il proprio animo bevendone tisane.

 

Il timo era però ben noto fin dall’epoca degli Egizi, che lo usavano per la preparazione degli unguenti per l'imbalsamazione, in quanto pensavano che l'anima dei morti potesse risiedere nei suoi fiori. Infatti, impedisce la putrefazione e la proliferazione batterica, grazie agli oli essenziali in esso contenuti.  Al tempo dei Romani il famoso scrittore e filosofo Apuleio gli riconosceva spiccate proprietà antidolorifiche, come scrisse nel 148 a.C. nel suo Herbarium. Sia Plinio che Virgilio ne parlano invece come pianta da bruciare per scacciare gli animali velenosi dai campi e dalle case. Ancora i Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per la conservazione delle derrate alimentari, per la purificazione dell'aria negli ambienti chiusi e per l'aromatizzazione di cibi e formaggi. Nel Medioevo le nobildonne erano solite ricamare un ape che visita i fiori di timo sulle insegne dei loro cavalieri, come auspicio di buona sorte in battaglia. Inoltre un rametto della pianta veniva spesso messo sotto i cuscini, in quanto si riteneva potesse facilitare il sonno ed allontanare gli incubi. In quest'epoca, durante le funzioni funebri, si bruciavano rami di timo come l'incenso, per facilitare il passaggio alla nuova vita del defunto.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Nessuna denominazione INCI per questo prodotto