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TMG trimetilglicina - Betaina - NOW Integratore

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Integratore alimentare a base di Trimetilglicina in compresse.

Utile in caso di scarso apporto con la dieta o di aumentato fabbisogno.

Modo d'uso: Assumere una compressa al dì, preferibilmente con un pasto. Leggere attentamente le avvertenze.

Avvertenze: Il prodotto non sostituisce una dieta variata, equilibrata ed uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori della portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano sono importanti. Conservare in luogo fresco e asciutto.

Ingredienti: Trimetilglicina (betaina anidra), cellulosa, anti-agglomeranti (acido stearico, stearato di magnesio), sodio croscarmellosio, lucidante (gommalacca)

 
La Betaina è assimilabile attraverso la carne e il pesce di lago e nei vegetali che la contengono maggiormente: la quinoa, le barbabietole rosse, i broccoli, gli spinaci, l'amaranto e l'avena.
 
 
 
 
 
Betaina cloridrato è estremamente importante per la disintossicazione dell'organismo umano. Protegge le cellule dalla disidratazione e aiuta il benessere di tutto il corpo. Inoltre, questa componente ha un ruolo in alcune reazioni di aminoacidi e mantiene la salute e il funzionamento di reni, fegato e cuore.
 
scad: 5/2020
 

Trimetilglicina (Betaina): svolge un’azione simile a quella della colina, dell’acido folico e dei metaboliti della metionina: la betaina è in grado di fungere da donatore di gruppi metilici, favorendo il processo di rimetilazione del DNA e coadiuvando la riduzione dei livelli ematici di omocisteina (tossina favorente i fenomeni trombotici, aterosclerotici, osteoporotici e degenerativi dell’organismo). Il DNA del nucleo cellulare perde gruppi metilici come risultato del normale invecchiamento cellulare. Ciascuna molecola di Betaina dona tre gruppi metilici al DNA favorendo il processo di di riparazione delle molecole del DNA: si può affermare che questa azione di riparazione aiuta le cellule a rallentare il processo di invecchiamento. La sua funzione di donatrice di gruppi metile la rende particolarmente utile nei processi epatoprotettivi, di replicazione cellulare, nei processi di detossificazione e, intervenendo nel processo di produzione della carnicina, come protettore renale. La sua azione a livello epatica si esplica grazie alla sua azione lipotropica, un quanto facilita il metabolismo dei grassi e coadiuva i processi rigenerativi nei danni da alcol, ivi compresa l’epatopatia alcolica degenerativa

Approfondimento: negli ultimi anni, alcuni ricercatori hanno provato che esiste un fattore di rischio cardio-vascolare dovuto ad alti livelli ematici di omocisteina che è sottoprodotto metabolico e in particolari situazioni, tende a depositarsi nei tessuti.

Il New England Journal of Medicine ha riportato che alti livelli ematici di omocisteina possono essere considerati come un fattore probabilistico di un evento cardio-vascolare nei pazienti affetti da coronaropatia: c'è anche una correlazione fra incidenza di eventi clinici a genesi vascolare e livelli alti di omocisteina, (trombosi venosa ed manifestazioni emboliche, maggiore incidenza di malattia aterosclerotica.

In generale si può dire che elevati livelli plasmatici circolanti di omocisteina sono considerati un fattore di rischio indipendente di patologia vascolare. L’alimentazione può modificare significativamente i livelli dell’omocisteina tanto maggiore sarà l’introduzione di metionina con la dieta, (come nelle diete a base di uova, semi di sesamo, legumi e frutta secca, pesce e carne), tanto più alti saranno i livelli di tHcy (Omocisteina)

Peraltro, soggetti a stretta dieta vegetariana, e quindi con livelli normali od aumentati di folato, possono presentare iperomocisteinemia per carenza di vitamina B12 (anch’essa introdotta con la carne). Attraverso una appropriata integrazione alimentare con folati, piridossina (Vitamina B6) e trimetilglicina,in associazione con cianocobalamina (VIT B12), è possibile ridurre o normalizzare il livello di questa tossina, riducendo il rischio di ictus o infarto . Come atteso sulla base della diversa massa muscolare, i maschi hanno livelli di tHcy (Omocisteina) più alti delle femmine, per le quali giocano un ruolo anche i livelli ormonali di estrogeni e progestinici. Forti fumatori e bevitori di caffè hanno livelli aumentati di tHcy. Ottima in questo caso l'assunzione del FUNGO SHIITAKE

L’ipotiroidismo, ma anche l’ipertensione essenziale, si associano ad iperomocisteinemia. Alcuni farmaci, principalmente antiepilettici e diuretici, causano innalzamento dei valori di tHcy. La funzionalità renale è particolarmente critica nel determinare i livelli circolanti di tHcy: una riduzione del filtrato glomerulare - anche se non associata a livelli patologici di creatininemia - è causa di iperomocisteinemia. Non è, infine, sorprendente che i livelli di tHcy aumentino con l’età.

Quando l’omocisteina non è riconvertita in metaboliti non tossici, si rivela essere una sostanza estremamente nociva: elevati livelli di questa sostanza indicano un fallimento nel metabolismo della metionina, con conseguente rischio di fenomeni tromboembolici, con possibili manifestazioni di lesione vascolare che favorisce l’infiltrazione della parete vasale da parte del colesterolo e dei grassi fino a permettere lo sviluppo di fenomeni aterosclerotici e ischemici: possiamo affermare che il meccanismo lesivo dell’omocisteina, a livello della parete vasale si esplica sia per un’azione lesiva diretta sulla parete vasale e sull’endotelio con marcato effetto aterogeno, sia per un’azione sulle piastrine di cui aumenta l’adesività e l’aggregabilità, sia agendo sui fattori della coagulazione e sulle lipoproteine

Anche la depressione può essere associata ad un eccesso di omocisteina ; i gruppi metilici sono necessari per la produzione di neurotrasmettitori quali la dopamina e la serotonina. Le sostanze nutritive importanti per il metabolismo dell’omocisteina sono le medesime necessarie per un bon funzionamento del sistema nervoso.

Alti livelli di omocisteina sono stati associati anche con la Malattia di Alzheimer, probabilmente per l’esistenza di una correlazione con lo sviluppo di grovigli di neurofibrille, che si ritiene siano in grado di bloccare il trasporto dell’ossigeno all’interno delle cellule nervose e ridurre la produzione di acetilcolina.

Anche la sclerosi multipla pare connessa con questa tossiemia: alti livello di omocisteina interferiscono con la produzione di neurotrasmettitori, essenziale per la trasmissione nervosa nei pazienti affetti da questa malattia. L’interferenza con la produzione di fosfolipidi di membrana è essenziale, anche in considerazione del ruolo svolto dalla fosfatidil-serina nel funzionamento cerebrale e nella memoria. Anche l’azione detossificante a livello epatico svolta dai metaboliti solforati è importante, vista la relazione evidenziata fra la presenza di cadmio, mercurio e piombo e lo sviluppo di sclerosi multipla, essendo caratterizzati da neurotossicità specifica in questa malattia

Molti studi hanno dimostrato che l’integrazione alimentare con Vitamine del gruppo B, in particolare acido folico, cianocobalamina (Vitamina B12), niacina (Vitamina B3 o vitamina PP) e piridossina (Vitamina B6) è in grado di svolgere un’azione protettiva sul cuore, riducendo i livell di omocisteina circolante; queste vitamine svolgono un ruolo prioritario nelle vie biochimiche del metabolismo dell’omocisteina e l’incrementata biodisponibilità è in grado di espletare una efficace clearance di queste sostanze.

Un recente studio svolto da Eric Rimm (uno dei primi ricercatori a intuire il ruolo preventivo della Vitamina E nelle cardiopatie), ha evidenziato che ogni 200 μg di folati assunti con l’alimentazione giornalmente, il rischi di infarto si riduceva dell’11% ed ogni incremento di 2 mg di Vitamina B6, migliorava la probabilità del 17%: lo studio è stato svolto su un campione di 80.000 donne, in un ambito di 14 anni, alla presenza di 658 infarti e 281 decessi. L’aumento dei folati comporta contestualmente una riduzione dell’osteoporosi, causata dall’incremento dell’omocisteina. Rimm suggerisce che l’introduzione giornaliera di folati (Vitamina B9) e Vitamina B6 dovrebbe essere superiore alla cosiddetta RDA (180 μg per l’acido folico e 1,6 di Vitamina B6). Le donne che utilizzano un dosaggio almeno doppio di piridossal-5-fosfato (forma attiva della Vit B6), rispetto la quantità suggerita dalla RDA, mostrano un rischio diminuito: infatti tale valore di rischio si riduce a circa metà; anche la niacina è un’altra Vitamina del gruppo B estremamente importante, in quanto aumenta l’attività di due enzimi cruciali, indispensabili per la conversione dell’omocisteina in sostanze non tossiche. Un recente studio Europeo multinazionale ha confermato che basso apporto nutrizionale di Vitamina B6 riduce il rischio di malattia coronarica ed infarto, a parità di livelli di omocisteinemia: il rischio di infarto raddoppia in caso di basso consumo di piridossina; lo stress, l’esercizio fisico eccessivo, ed i processi di cottura tendono a ridurre la presenza vitaminica: il processo di bollitura del cibo per 25 minuti può inattivare il 40% della cianocobalamina contenuta negli alimenti, mentre sono sufficienti 6 minuti di cottura a microonde, per ottenere lo stesso risultato.

Anche la Trimetilglicna (betaina) è coinvolta nel metabolismo dell’omocisteina, permettendone la metabolizzazione corretta, in quanto funge da donatore metilico; La radice di barbabietola contiene grandi quantità di betaina, in grado di ridurre i livelli di omocisteina.

Il molibdeno è un elemento traccia indispensabile per un enzima coinvolto nei processi di solfatazione, come quelli coinvolti nella via metabolica dell’omocisteina: una carenza di molibdeno provoca una diminuzione dei livelli enzimatici, che si può rivelare estremamente dannosa, in quanto non avviene la trasformazione dei sulfiti, molecole tossiche, in solfati; la carenza di molibdeno impedisce la formazione di prodotti intermedi del metabolismo omocisteinico, provocando un effetto a cascata su altre vie metaoliche. Questa carenza si rivela particolarmente dannosa durante la gravidanza e il periodo neonatale, in quanto si verificano interferenze sul sistema nervoso in via di sviluppo, con alterato sviluppo.

Altro co-fattore importante è il magnesio, necessario per svariati processi enzimatici (è presente in più dell’80% degli enzimi corporei), inclusi quelli coinvolti nel metabolismo dell’omocisteina; la sua presenza è in grado di ridurre la pressione ematica, rilassare a muscolatura e migliorare la funzionalità della muscolatura cardiaca.

 
Dose giornaliera raccomandata: assumere 1 compressa fino a 4 volte al giorno, durante o dopo i pasti.

Altri ingredienti: cellulosa gum, Microcristalline,  magnesium stearate, Silicate, Silica 

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Altri ingredienti: cellulosa gum, Microcristalline,  magnesium stearate, Silicate, Silica