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Verbena officinale foglie T.T. (Verbena officinalis)

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Nome comune: Verbena
Famiglia: Verbenaceae

In natura, per il suo carattere discreto e poco vistoso, passa spesso inosservata, e pochi la riconoscono fra le piante spontanee, meno ancora quando è coltivata come ornamentale o come pianta officinale. Pianta perenne, alta dai 30 ai 60 cm, dal fusto piccolo e eretto con foglie incise. I fiori di color lilla sono raccolti in lunghe spighe. I frutti sono asciutti, con quattro semi. Fiorisce in estate e in autunno.   E’ nota in omeopatia per le sue proprietà, come rimedio coadiuvante in trattamenti specifici per curare i reumatismi, i dolori e le ferite.

componenti attivi:  tannino, verbenalina, mucillagine, saponina, arbutina, vitamine A, B e C.

Principi attivi:

glucosidi iridoidi (verbenalina e verbenina), verbascoside, flavonoidi (luteolina), olio essenziale, tannini, mucillaggini, saponine

Proprietà:  La Verbena è un rimedio erboristico molto antico ed il suo impiego più popolare è sotto forma di decotto come antispasmodico, febbrifugo, antinfiammatorio e blando tonico. In cosmesi l'infuso può essere usato come decongestionante degli occhi. La verbena è anche utile anche nei disturbi digestivi e per favorire l'attività epatica, oltre che  a dare sollievo nei casi di sinusite, grazie alla sua azione antinfiammatoria ed astringente. Le proprietà astringenti, emollienti e cicatrizzanti sono esplicate da impacchi preparati mediante i suoi infusi.

Rimedio per reumatismi: Cataplasma: montare una chiara d'uovo e poi aggiungere una cucchiaiata di farina di segale cornuta e cuocere il preparato a bagnomaria. Aggiungere a questa miscela 10 g di foglie di verbena tritate e confezionare il cataplasma per applicarlo sulla parte dolorante.

Rimedio per i dolori: Cataplasma: schiacciare 10 g di verbena e quindi cuocere con aceto; confezionare il cataplasma con questo preparato ed applicarlo sulle parti doloranti in seguito a contusioni, cadute ecc.

Rimedio per le ferite: Lavaggio: versare una scodella di acqua bollente sopra 5 g di capolini fioriti, lasciare riposare qualche minuto, quindi filtrare il preparato ed usare il liquido ottenuto per lavare ferite o piaghe.

Curiosità: Solo il vischio presso i Galli era considerato più venerabile, per i Romani la verbena conferiva immortalità ai valorosi, i maghi del Medio Evo la includevano nei loro filtri, i guaritori di tutte le epoche hanno fatto ricorso alle sue virtù blande, ma comprovate.

CONTROINDICAZIONI
Non bisogna fare uso di verbena quando si è soggetti a problemi di funzionalità della tiroide. Evitare l’assunzione in caso di ipersensibilità. Non superare le dosi consigliate.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

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