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Vite rossa foglie T.T.- (Vitis vinifera L.) - Vitacee

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Famiglia: Vitacee

Nome botanico : Vitis vinifera var. rubra

Descrizione: arbusto rampicante  con fusti lunghi anche 20-30 metri; i rametti giovani hanno un cirro che permette alla pianta di attaccarsi ai sostegni. Le foglie alterne sono lobate, i fiori sono riuniti in pannocchie con i petali che cadono al momento della fioritura. Il frutto, (uva), è una bacca tondeggiante ovale con polpa succosa. Originaria del bacino del Mediterraneo, cresce spontanea nei boschi; attualmente viene coltivata e selezionata in molti paesi, ad eccezione dell'Antartide. Le foglie si raccolgono in autunno quando sono rosse.

Parti utilizzate:  foglie, frutti, linfa, semi, gemme.

Componenti principali: derivati polifenolici, principalmente antocianosidi, flavonoidi, colina, inositolo, zuccheri ed acidi organici,composti stilbenici, tannini, vitamine e i sali minerali

Proprietà: antireumatica, con una valida azione antiinfiammatoria articolare e periarticolare, che riduce dolore e gonfiore. Possiede anche una buona azione vaso protettiva: diminuisce la permeabilità capillare ed aumenta la loro resistenza. Regolatrice del tono della muscolatura liscia delle arteriole, esercita azione antiflogistica, con effetto protettivo anche nei confronti del danno endoteliale che può seguire ad una ischemia. Gli antocianosidi trovano impiego soprattutto nell’insufficienza venosa degli arti inferiori (varici, tromboflebiti etc).

Indicazioni: tutta la pianta presenta caratteristiche interessanti, perciò essa viene utilizzata completamente, per uno scopo o per un altro. Per uso interno le foglie vengono utilizzate in caso di vene varicose, mestruazioni abbondanti, disturbi della menopausa, emorragie, disturbi urinari, ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso e cellulite. E’ un valido rimedio per tutti i problemi del circolo venoso e capillare, emorroidi (con l’ippocastano); dalle gambe pesanti delle persone costrette a rimanere parecchie ore di seguito in piedi, alle emorroidi, (con l’ippocastano), fino alle diverse manifestazioni della fragilità capillare: come la "couperose" del viso, e la facilità alla formazione di ematomi sulle gambe. I semi degli acini sono utilizzati come fonte di olio (olio di vinaccioli): si tratta di un olio abbastanza pregiato dal punto di vista alimentare grazie al sapore gradevole e ad una discreta resistenza all'irrancidimento. I semi esercitano un'azione vasoprotettrice,astringente, antispasmodica,  nutritiva, emolliente, lubrificante;le gemme, attività antinfiammatoria.

Associazioni consigliate con piante sinergiche: con Mirtillo Nero utile in caso di  insufficienza vascolare retinica, con Aglio nella prevenzione della malattia aterosclerotica, con Ginkgo Biloba per la protezione del microcircolo cerebrale

Uso in cucina: le foglie di vite in cucina si usano principalmente per fare degli involtini di tomini, caprini (come in trentino), quaglie, carne, funghi, pesce, riso (famosi i sarmì Bulgari serviti a Natale e Capodanno e i primaverili involtini Albanesi), e moltissimi altri alimenti.

Uso cosmetico: Il succo degli acini d'uva filtrato, serve per uso esterno per curare pelli grinzose e come maschera di bellezza.

Possibili effetti indesiderati: in rari casi può causare disturbi di stomaco di moderata entità, spesso accompagnati da disturbi digestivi. Sporadicamente si segnalano reazioni allergiche cutanee di tipo orticarioide.

Possibili interazioni: l'assorbimento intestinale elle sostanze contenute nella Vite Rossa è ridotto dalla contemporanea assunzione di latte vaccino.

Preparazioni:  (per dosaggi e preparazioni personalizzate, consultare sempre il proprio medico)

Infuso rinforzante dei vasi capillari: bollire una tazza di acqua, aggiungere un cucchiaino colmo di foglie, infondere per dieci minuti. Filtrare e bere 2-3 volte al giorno, dopo i pasti.

Curiosità: Il suo nome deriva dal latino “viere” col significato di "legare, intrecciare". La Vite rossa compare in Europa verso la fine del Terziario, ma la sua utilizzazione risale al Neolitico (nell'Europa mediterranea veniva coltivata per produrre uve da vino, come testimoniano  scritture sumeriche risalenti alla prima metà del III millennio a.C., mentre nell'Europa caucasica per la produzione di uva da tavola). Nella Genesi, Noè, appena uscito dall'arca, “ ... piantò una vigna, ne bevve il vino, si ubriacò e si mise a dormire nudo nella sua tenda “ (Genesi 9, 20-1), a testimonianza del fatto che le tecniche di vinificazione dovevano essere conosciute già in epoca prediluviana. Gli Etruschi perfezionarono notevolmente le tecniche di viticoltura e svilupparono una intensa attività di esportazione del vino, diffondendolo ben oltre il bacino Mediterraneo Esiodo, in "Le opere e i giorni", descrive in dettaglio pratiche di vendemmia e di vinificazione e numerosi sono i riferimenti alla vite e al vino anche in Omero. Ai coloni greci si deve la introduzione della viticoltura in Sicilia ed in altre aree del meridione d'Italia, dove la coltura incontrò condizioni climatiche ideali, al punto da far meritare alla regione il nome di Enotria. Oggi è diffusa in più di 40 Paesi al mondo, anche se più della metà della produzione mondiale si ha in Europa (soprattutto Spagna, Italia e Francia). Il colore rosso sangue delle foglie nel periodo autunnale indica la ricchezza del contenuto in tannini antociani dello stesso tipo della vitamina P.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Brisighello
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