Attenzione Questo sito utilizza i cookie per fornire una migliore esperienza di navigazione. L'utilizzo di questo sito implica la tacita accettazione della nostra Informativa sui Cookie. CHIUDI
Cerca per produttore

Veronica delle alpi sommità T.T.- (Veronica officinalis L.) - Scrophulariacee

5,50
2 articoli
+
Aggiungi alla lista dei desideri
  • Pinterest

Famiglia: Scrophulariaceae

Nome botanico: Veronica officinalis L..

Ingredienti principali:  sostanze tanniche, acido malico, acido tartarico, acido citrico, acido acetico e lattico, essenza, olio grasso

Parti utilizzate: foglie e sommità fiorite.

Descrizione: è una pianta originaria dell'Europa Centrale, Italia e Asia settentrionale, alta un metro, con foglie dentate ai margini e acuminate di colore verde. I fiori sono azzurro porpora, riuniti in grappoli. Predilige suoli acidi si trova sia nei boschi che nei pascoli, ma è più abbondante nei luoghi erbosi, dove può formare un gradevole tappeto di fiori.

Proprietà: sudorifere, amaro-toniche, espettoranti, astringenti. Può avere effetti diuretici e depurativi. La medicina popolare la utilizzava per uso esterno, in caso di disturbi bronchiali, artriti, reumatismi, mal di stomaco, infezioni del cavo orale, eczemi e bruciature. 

Utilein caso di: Bronchite, Artrite, Reumatismi, Mal di stomaco, Infezioni del cavo orale, Eczemi, Bruciature.

Uso in cucina: gradevole bevanda di conforto, per favorire l'appetito e la digestione.

Preparazioni: (per dosaggi e preparazioni personalizzate, consultare sempre il proprio medico)

Tonico per il viso: infondere per dieci minuti gr. 20 di cime fiorite di Veronica in 100 gr di acqua,. Filtrare, raffreddare e usare come tonico per il viso o come dopo barba. Si mantiene in frigorifero per 3-4 giorni.

Tisana contro mal di gola e influenza: Il pastore Sebastian Kneipp la consigliava  in caso di debolezza degli organi respiratori, tosse cronica e nel trattamento dei casi di tubercolosi. dosi: 30 gr di fiori in 120 ml di acqua. Infondere per deci minuti e berne 2-3 tazze al giorno, addolcendo eventualmente con un po' di miele.

Tisana contro disturbi cutanei: in caso di eczemi cronici, allevia la fastidiosa sensazione di prurito. L'infuso è indicato anche per curare i pruriti cutanei dovuti a una scarsa funzionalità epatica, di cui spesso soffrono le persone anziane. Per lenire questi disturbi, infondere per 15 minuti 30 gr di fiori in 120 ml di acqua. Berne 2-3 tazze al giorno per più settimane.

Tisana  contro  tosse e raffreddore: La veronica scioglie il muco ristagnante nei bronchi, lenisce infiammazioni di gota e di trachea ed è efficace in caso di tosse cronica. Fare dei gargarismi con il decotto (30 gr di fiori in 100 ml di acqua, bollire pochi minuti), due volte al giorno.

Tisana contro reumatismi e gotta: In caso di reumatismi la veronica coadiuva l'efficacia di altri rimedi naturali. Spesso, infatti, questa tisana, (30 gr di fiori in 120 ml di acqua),  viene consigliata in aggiunta ad altri rimedi. Berne una tazza 2-3 volte al giorno.

Curiosità: Il nome del genere, fissato nel XVIII secolo da Linneo, era già stato adottato in Inghilterra (1527) e in Francia (1545), dal nome dell’italiana Santa Veronica (1445-1497). Alcune fonti ritengono invece che il nome derivi da Betonica per traslitterazione da V a B, nome che appartiene ad un genere della famiglia delle Labiate, altri vedono una radice in "verus" ed "unicus",o in una fantasiosa unione fra" vires" latino e "nike" greco, ipotizzando “forze vittoriose”. Ciò che appare improbabile è che il nome del genere in questione, abbia a che fare con la Veronica che asciugò con un panno il volto di Cristo sulla via del Calvario:, perchè la figura della “santa” Veronica non è presente nei Vangeli. Popolare nelle sacre rappresentazioni alla fine del Medio Evo, potrebbe derivare il nome dalla storpiatura di "vera ikona",la "vera immagine". Il panno, detto “ sudario della Veronica” fu conservato a Roma in San Pietro dal secolo VIII° e fu oggetto di culto fino alla Controriforma. Il nome specifico fa riferimento alle proprietà officinali della pianta. In Francia era conosciuta come “Herbe aux ladres” = erba dei lebbrosi. Il suo uso come tisana si diffuse moltissimo alla fine del XVII° secolo, in sostituzione del the cinese, assai costoso. L’infuso di Veronica veniva chiamato "The svizzero" e la sua diffusione si ebbe per merito del medico-farmacologo Frederich Hoffmann, che scrisse addirittura una dissertazione intitolata “De infusi Veronica efficacia preferenda herbae teae”. Un’antica leggenda racconta che gli uccelli accecavano chi distruggeva  queste piante. 

Quanto riportato, è tratto da materiale informativo di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di indicazioni che si rivelassero false o per un eventuale uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.

Quanto riportato, è tratto da materiale di libera consultazione sul Web. Il Laboratorio d’Erbe Sauro non è responsabile della diffusione di informazioni che si rivelassero non rispondenti a verità o dell’uso improprio dei prodotti menzionati. Pertanto, la letteratura di cui sopra è da intendersi come approfondimento culturale: non sostituisce la diagnosi del medico, che si consiglia di consultare sempre, prima dell'assunzione di qualunque rimedio, soprattutto in presenza di patologie o disturbi contro i quali si stiano assumendo altri farmaci.

Produttore:
Brisighello
Nessuna denominazione INCI per questo prodotto