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Ostrya carpinifolia (Carpino nero)
Gemmoderivato
15,00 €
100 ml
2 disponibili
Nome botanico: Ostrya Caprinifolia Scop
Nome comune: Carpino nero, Carpinella Famiglia Corylacee
Etimologia: il nome deriva dal greco “ostren” conchiglia, in quanto le brattee che avvolgono i frutti, sono gonfie, dilatate come le valve di una conchiglia. “Carpinifolia” deriva invece dalla forma delle foglie molto simili a quelle del carpino bianco. Invece il nome “carpino” deriva dal Celtico “carr”=legno e “pen” testa, cioè legno adatto a far gioghi per buoi.
Indicazioni: sinusite cronica, raffreddore e difficoltà respiratorie dovute ad occlusione delle narici. E’ drenante, disintossicante, rigenerante, agisce in profondità a livello cellulare sostenendo il metabolismo e il potenziale energetico della cellula stessa.
l gemmoderivato di Ostrya carpinifolia (ottenuto dalla macerazione di gemme fresche) è un rimedio fitoterapico di nicchia ma di grande efficacia, caratterizzato da un tropismo elettivo per il sistema reticolo-endoteliale, il tessuto epatico e l’apparato respiratorio. Svolge una spiccata azione di stimolo ematopoietico e di rigenerazione tissutale.
Proprietà Principali
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Stimolo Midollare ed Ematopoietico: Agisce favorendo la produzione e la maturazione degli elementi figurati del sangue, in particolare sostenendo la linea piastrinica.
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Rigenerazione Cellulare e Tissutale: Svolge un’azione di ringiovanimento e stimolo funzionale sugli organi emuntori profondi, accelerando i processi di riparazione del parenchima epatico.
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Tropismo per le Vie Respiratorie Superiori: Contribuisce a ridurre le infiammazioni croniche e recidivanti delle mucose respiratorie, migliorandone la reattività immunitaria locale.
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Azione Drenante Profonda: Aiuta a mobilitare le tossine dai tessuti e dal distretto epato-biliare, supportando i processi depurativi dell’organismo.
Indicazioni Principali e Sinergie
In ambito gemmoterapico, l’ Ostrya carpinifolia viene impiegato principalmente per trattare stati di affaticamento organico e insufficienze funzionali, trovando ottime sinergie con altri gemmoderivati:
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Sostegno Ematologico e Midollare:
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Piastrinopenia secondaria o post-infettiva: in combinazione con Carpinus betulus (Carpino bianco).
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Stati anemici e convalescenze debilitanti: associato a Tamarix gallica (Tamerice).
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Apparato Respiratorio e Otorinolaringoiatrico:
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Sinusiti, bronchiti croniche e riniti recidivanti: in combinazione con Ribes nigrum (Ribes nero) e Rosa canina (Rosa canina).
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Funzionalità Epatica:
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Steatosi epatica e rallentamento metabolico: associato a Rosmarinus officinalis (Rosmarino).
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Modalità d’Uso e Dosaggio
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In monoterapia: La posologia classica prevede l’assunzione di 30-50 gocce, da 1 a 3 volte al giorno, disciolte in un po’ d’acqua e sorseggiate lentamente, preferibilmente 15 minuti prima dei pasti principali.
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In associazione (miscele di gemme): Si consiglia una somministrazione mirata di 50 gocce in un’unica soluzione giornaliera, preferibilmente al mattino a digiuno.
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Durata del trattamento: Il protocollo standard prevede cicli terapeutici di almeno 2 mesi, da ripetersi in base alle necessità individuali, specialmente durante la stagione invernale o i cambi di stagione.
Note di Sicurezza e Controindicazioni
Il gemmoderivato di Carpino Nero è generalmente sicuro e ben tollerato alle dosi consigliate. A scopo precauzionale, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e durante l’allattamento senza previo parere medico. Data la sua attività stimolante a livello ematopoietico e piastrinico, l’assunzione da parte di soggetti affetti da patologie ematologiche specifiche o in terapia con farmaci anticoagulanti deve essere rigorosamente valutata e monitorata da un medico specialista.
Descrizione: il carpino nero, originario dell’Europa sud orientale e dell’Asia Minore, alto fino a 15-20 metri, appartiene alla specie della Roverella e del Cerro, pur avendo esigenze idriche maggiori e prediligendo suoli calcarei e marnosi a quelli argillosi, che comunque sopporta. Produce un legno pesante e compatto, di colore rosso-bruno, usato principalmente come combustibile. Quando brucia, forma poche braci. Si trova in boschi misti, in particolare a fondovalle, su terreni freschi e ombreggiati. La forma del carpino assomiglia un po’ a quella dell’ulivo, che appare a volte torturato e distorto. E’ presente su tutto il territorio nazionale con esclusione della pianura Padana. In Italia è molto più diffuso del Carpino bianco e viene adoperato soprattutto nei rimboschimenti essendo una specie non molto esigente in fatto di terreno e che resiste bene agli incendi.
Curiosità: In Umbria il carpino nero è una specie molto diffusa, si stima che i boschi in cui prevale questa specie coprano 33.000 ettari, superficie che corrisponde a circa 55.000 campi da calcio. Veniva utilizzato nel 1800 per la fabbricazione di spolette per tessitura e di bottoni e, più frequentemente anche oggi, per la produzione della carbonella e come legna da ardere. E’ di difficile lavorazione per la presenza di molte fibre irregolari, quindi non molto adatto per la costruzione di mobili ed utensili.. Negli ultimi anni, è stato valutato di interesse paesaggistico, anche per le sue limitate esigenze di substrato; quindi, viene usato per formare siepi e alberature stradali. La corteccia ha proprietà tintorie. Il Carpino per la sua eleganza è associato al significato di bellezza e cura di sé. Anticamente, i maghi medievali utilizzavano il suo legno per costruire … bacchette magiche!
| Peso | 1 kg |
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